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Tiziana Basso: redditi dei lavoratori nel Veneto

Tiziana Basso, segretaria CGIL Veneto, parla dei redditi dei lavoratori veneti e della differenza tra uomini e donne nel guadagno medio.

Analizziamo la situazione dei salari del lavoro dipendente nel Veneto. Per quanto riguarda gli uomini, nessuno arriva a 30 mila euro lordi all’anno nel 2022. Mediamente, nel 2022, Venezia è la provincia dove si guadagna di più. Tiziana Basso illustra la situazione. GUARDA ANCHE: Salario minimo: parla Tiziana Basso della CGIL

Tiziana Basso, segretaria CGIL Regione Veneto

“Questi sono i dati dei redditi dei lavoratori. Il nostro osservatorio è quello dei nostri CAF che fanno il 730. Si richiama un po’ quello che dicevo prima. Il reddito medio nel nostro paese è un reddito basso per i lavoratori, non parliamo dei pensionati. Abbiamo delle differenze tra le città della nostra regione, ma non sono differenze così sostanziali. Abbiamo qualche migliaio di euro quindi di fatto rimaniamo in quella fascia sotto i 35 mila, su cui noi chiediamo l’intervento fiscale”.

“E’ un tema generale. In Veneto, 200 mila lavoratori, stimato alla fine dell’anno scorso, erano sotto la soglia di povertà. Cioè pur lavorando, erano poveri. Questo purtroppo in questi mesi sta aumentando. Quindi c’è un problema salariale, ma anche di ore. Tema che riguarda molto le donne”.

Guardando la differenza tra Rovigo e Venezia è del 20%. I lavoratori di Rovigo prendono il 20% in meno all’anno rispetto a Venezia.

“Ci sono delle situazioni territoriali particolari. Questo è un dato oggettivo nel nostro territorio. Le aree interne soffrono di più, vale la stessa cosa per il tasso di disoccupazione. Abbiamo un tasso di disoccupazione più alto in quella provincia. Quindi sicuramente la media non cambia moltissimo, è chiaro che ci sono delle situazioni particolari su cui assieme alla Camera del Lavoro stiamo chiedendo degli interventi specifici. Proprio perchè è un’area che soffre, per esempio Rovigo o altre aree interne della nostra regione.

Per quanto riguarda la media reddito delle donne la situazione è molto più pesante. Le donne non arrivano a 15 mila euro all’anno. Perchè fanno lavoro part-time o è la paga di un anno?

Il fenomeno del part-time involontario

“Ci sono tre fenomeni. Noi siamo la regione con il part-time involontario più alto d’Italia. Cioè le donne, perchè questo part time è per il 95% occupazione femminile e 5% maschile, non vorrebbero lavorare part-time. Vorrebbero fare più ore, ma l’unica proposta che gli si pone è quella. Oppure sono costrette a fare il part time perchè non hanno servizi per la cura dei figli o delle persone disabili.

Ancora il lavoro di cura è caricato tutto sulle donne. L’accudimento dei figli, l’accudimento delle persone disabili o anziane sono a carico delle donne. Per cui sono costrette ad una scelta part-time, non è una scelta di vita, ma devono mettere insieme le due esigenze. Questo è il primo fenomeno, quindi meno ore”

Tiziana Basso, la differenza di salario tra uomini e donne

“L’altro fenomeno è quello della differenza di salario. E’ il rapporto della regione Veneto, non sono dati della CGIL. Si dice che, mediamente, anche se faccio lo stesso orario e ho lo stesso livello, comunque prendo una percentuale che va dal 20 al 30% in meno. Più sale la posizione, più questo gap aumenta.

Faccio l’esempio della dirigente che prende attorno al 30% in meno del dirigente. Le tabelle del contratto collettivo nazionale sono uguali, che uno sia un uomo o una donna. Questo è vero, però c’è un tema di flessibilità, che molto spesso sono più disponibili a dare gli uomini per i temi che dicevo prima. Poi c’è il tema dei superminimi individuali che gli uomini hanno, le donne no. Queste due cose producono questa differenza che si esplicita con i dati”.

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