Franco Marchiori ha presentato uno studio sul Welfare intergenerazionale accendendo l’allarme non solo per quello che sta accadendo agli anziani di oggi, ma su quello che succederà a quelli di domani

Il Segretario FAP Acli Venezia parla di welfare ponendo una lente d’ingrandimento su quello che è un argomento ancora non molto chiaro tra le persone. Si cercano delle soluzioni a un problema che ormai è imminente, ovvero gli anziani di domani che rischiano di vivere in estrema povertà. L’idea consolidata e storica che si ha di welfare è quella dello stato sociale, però oggi è richiesta una revisione del concetto analizzando i principi che l’hanno generato. È stata svolta un’analisi mettendo in luce soprattutto le criticità di welfare.

Welfare è stato così classificato, operazione non facile: mettere insieme lavoro e pensione, welfare e sanità, e welfare municipale cioè quello gestito dal comune che è una fetta molto importante. È lo stesso Comune a gestire il reddito e l’inserimento e quindi a mettere in luce il concetto di reddito di cittadinanza recentemente proposto dal M5S. Bisogna analizzare gli aspetti più importanti e confrontarsi con i criteri che ispirano l’attuale welfare e capire quali sono le nuove priorità a cui dovremmo prestare attenzione.

Secondo questo studio da oggi al 2061 gli over 65 saranno quasi 5 milioni in più. Si parla di quelle persone che attualmente stanno vivendo i 50 anni. L’aspetto positivo è che gli over 65 non stanno fermi e sono gli ammortizzatori sociali più importanti a sostegno della famiglia e dei figli. Ci sono anche molti che dopo la pensione continuano a lavorare portando a casa denaro per arrotondare magari una pensione misera continuando a occupare uno spazio sociale, ma togliendo ai giovani d’oggi la possibilità di trovare un’occupazione stabile e versare i contributi.

I contributi versati da chi lavora sono la base per erogare in maniera equilibrata le pensioni a chi non lavora più. Questo argomento è oggetto di tutte le politiche di questi ultimi anni, di tutte le riforme pensionistiche che hanno spostato di fatto avanti l’età pensionabile. Sono necessarie delle politiche che sostengano il ringiovanimento della società e riequilibrino il numero di giovani che lavorano e quello di anziani pensionati.

L’opuscolo con questa analisi-studio si può trovare in tutti gli uffici e le sedi di FAP Acli Venezia ed è incentrato sull’aiutare i giovani a generarsi una pensione che sia fondata su tre gambe: quella pubblica, quella a cui lo Stato dovrà provvedere e quella delle pensioni complementari integrative a cui i giovani devono pensare già da ora.

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