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Corsa al Superbonus 110%, Bonomi vede rosa

E' scattata la corsa per chiedere il superbonus entro il 25 novembre nel Veneto. L'intervento a Mogliano di sabato al forum della piccola industria del presidente della Confindustria Carlo Bonomi ha chiarito la linea dell'impresa in Italia sui grandi temi in cui si sta muovendosi il governo Meloni e su cui sono forti gli interessi del Veneto come Super bonus, credito e di trivelle

Superbonus al 110%: l’ultimo treno parte il 25 novembre poi il beneficio scende al 90% e in queste ore gli amministratori di condominio, con l’iter avanzato per presentare la pratica, stanno facendo lavorare febbrilmente gli uffici tecnici e stanno convocando d’urgenza i consigli di condominio. Scaduto questo termine, a partire da gennaio 2023, la detrazione delle spese per interventi edilizi, efficientamento energetico, consolidamento statico con vincoli più bassi potrebbe bloccare l’attività.

Questo è quello che temono gli imprenditori del settore, ma si è dichiarato più ottimista il presidente della confindustria nazionale Carlo Bonomi, intervenuto al forum della piccola industria organizzato sabato a Mogliano.

Le parole di Carlo Bonomi sul Superbonus

Sul Superbonus credo che il governo abbia fatto una riflessione su quello che è lo stock dei crediti che potenzialmente ha in sè il richio di creare una moneta parallela è quindi ha dovuto per forza intervenire per bloccare questo rischio. Le dichiarazioni che sono però state fatte dal ministro Giorgetti di comunque continuare a sostenere il settore, ci tranquillizza.

Confindustria continua a mantenere puntati i riflettori sulle banche dopo la cessione del credito del 7 novembre da Poste Italiane e la temporanea sospensione di nuove pratiche da parte di BNL e Intesa San Paolo.

Anche Bonomi ha espresso preoccupazione per l’accesso al credito di piccole e medie imprese dopo l’innalzamento dei tassi della BCE. ” Sul tema del credito una riflessione va fatta anche perchè le piccole e medie imprese hanno necessità di fare investimenti per agganciare le transizioni” .

Il tema trivellazioni

Infine il tema delle trivellazioni: Bonomi ha dichiarato di non essere un geologo, ma di essere favorevoli agli scavi, se fatti in sicurezza. “Credo che siamo in un momento in cui tutti stiamo soffrendo. Credo che abbiamo ricevuto tutti le bollette di conguaglio delle spese condominiali. Non c’è una famiglia italiana che non sia stata colpita. Noi negli anni ’90 avevamo una produzione di 20 miliardi di metri cubi. Oggi siamo a poco più di due. Credo che pensare di avere un ulteriore impulso nella produzione nazionale in sicurezza sia nell’interesse di tutto il Paese”.

Le prospettive future

Se scavalliamo il 2023- ha concluso Bonomi- che sarà difficile, l’Italia ripartirà perchè l’industria manifatturiera è forte: “Credo che abbiamo un paese materialmente forte: abbiamo superato la pandemia, la crisi delle materie prime, la crisi energetica, la più grande siccità degli ultimi 70 anni. Comunque l’anno scorso abbiamo fatto il record di export: 581 miliardi, se ne vede che la manifattura italiana è forte. Se il governo avrà la capacità di mettere insieme quei provvedimenti essenziali per scavallare il 2023 credo ne ripartiremo più forti”.

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