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CGIA di Mestre: gli esercenti e le nuove disposizioni del DPCM

Cerchiamo di capire come si dibattono gli esercenti con le nuove disposizione del dpcm e fino a che punto possono ancora reggere. Ne parliamo con Andrea Vavolo dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre

Andrea Vavolo, della CGIA di Mestre, ci spiega la situazione attuale delle aziende sul territorio, anche rispetto il nuovo dpcm di Conte.

CGIA di Mestre

“Sì, è una situazione di difficoltà, ma si ha l’impressione che molte aziende stanno resistendo. L’ultimo decreto ha introdotto ulteriori limitazioni per molte aziende della ristorazione: bar, gelaterie, ristoranti, pub, i quali vedono limitata la loro attività produttiva.

Possono lavorare dalle 17.00 fino le 24, con consumazione al tavolo e l’attività di asporto. Mentre, per il consumo in piedi è fino le ore 18.00. Quindi una notevole limitazione. ”

L’analisi dei dati amministrativi

“L’analisi dei dati amministrativi non evidenzia però una situazione negativa e forti chiusure. Vi sono 2.156  aziende nel settore, che danno lavoro a 15.150 addetti. I dati sono stabili, non ci sono grandi sbalzi dal punto di vista numerico. Saranno i mesi prossimi che determineranno fortemente il futuro, se ci sarà o meno un tramonto.

Rispetto gennaio-giungo del 2020, in confronto a gennaio-giugno 2019, c’è un crollo dei fatturati del 20%. Se vado vedere bene l’alloggio e la ristorazione, si nota il crollo del 46% per la ristorazione, fino al 61% per l’alloggio.

L’atteggiamento è di grande paura e preoccupazione da parte di tutti. C’è una tendenza a non spendere della gente, è una situazione molto delicata.”

Le parole di Luca Zaia sui rimborsi

Luca Zaia ha detto che se le attività sono costrette a chiudere devono essere rimborsate. “In questi giorni si inizia a parlare di manovra. Manovra espansiva, dove non si introducono nuove tasse ma anzi di sgravi fiscali. Ma non ci sono grandi strumenti per il rilancio. Ancora c’è la proroga per la cassazione, indennizzi.

Siamo ancora alle prime battute della manovra, ci saranno degli indennizzi a chi verrà chiesta la chiusura, ma non saranno mai pari ad un’attività che produce.”

Penalizzazioni indirette

“Lo smart working, fa sì che le persone mangino a casa e ne consegue che vi sia un minor importo per la ristorazione. Questo è un esempio di penalizzazioni indirette, altro fattore molto grave che incide sulle aziende.

Siamo quindi contrari alle chiusure generalizzate. Bisogna ora fare grandi investimenti pubblici. Bisognare attuare opere che danno speranze per il futuro e lavoro alla gente.”

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