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Zaia: “Chi chiude per covid-19 deve essere rimborsato”

Il Presidente Veneto, Zaia, va contro alcuni aspetti del DPCM: "la grande preocupazione non è solo di natura sanitaria ma anche prdouttiva"

Luca Zaia intanto attacca il Dpcm che non prevede aiuti per gli esercenti e i ristorati costretti a non lavorare per combattere il covid a causa delle limitazioni a feste e matrimoni. Zaia: “Pensate a quello che è il mondo della notte, al mondo degli spettacoli viaggianti. Un mondo massacrato.”

Le parole di Zaia

Se tu chiedi ad un comparto di fare sacrificio a favore di una comunità, tale sacrificio deve essere rimunerato.

Chi vive di spettacoli viaggianti non lavora più perché il contato fisico, l’assembramento è il costante della sua attività. Il governo deve fare in mondo di garantire il fatturato nel periodo in cui il soggetto rinuncia alla sua attività, in favore del bene comune. Questa è la filosofia. Invece questo provvedimento non la accompagna.

La grande preoccupazione se da un lato è di natura sanitaria, dall’altra è di natura produttiva. Noi dobbiamo scongiurare la nuova psicosi e un nuovo lockdown.

Qualcuno dice che è sbagliato l’atteggiamento che teniamo. Io personalmente non ho atteggiamenti negativisi o catastrofisti. Semplicemente guardo in faccia la realtà. Il covid-19 mi ha insegnato che ogni giorno ha la sua pena.

Avete visto, 41 in terapia intensiva sono dieci in più: un terzo in più. Non è emergenza sanitaria ma se questo diventa un trend, lo diventerà.

Ad oggi il dato positivo è rappresentato dal fatto che il 97% dei positivi, non ha sintomi. Qualcuno ci vuole spiegare questo dato? Non è lavoro mio questo.

Nella ricerca del virus bisogna tener conto che a volte si prendono pezzi di virus che non è più attivo. Nella diagnostica è fondamentale questo aspetto che deve essere chiarito.

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