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L’appello di Zaia ai medici di base: fate tampone

L'appello di Luca Zaia ai medici di base riguardo al farsi i tamponi rapidi. 445 su 3.700 medici hanno aderito all'iniziativa.

Ieri l’annuncio di una nuova ordinanza leggera, solo parzialmente restrittiva. Oggi il dietrofront, in attesa del governo che potrebbe aggiornare le misure anti contagio. L’annuncio è arrivato dal presidente Luca Zaia,  nel corso del punto stampa, dalla sede della protezione civile di Marghera.

La situazione degli ospedali non è allarmante, su quasi 1.000 posti letti attivabili per la terapia intensiva nei presidi regionali, sono 70 quelli occupati, ma siamo nella fase arancione. L’appello è quello di mettersi le mascherine.

Il ministro Roberto Speranza, inizierà una fase di sperimentazione con le farmacie a Trento per effettuare tamponi anti-igienici ed alleggerire gli ospedali dell’onere.

Sarebbe anche in lavorazione una convenzione con i medici di famiglia affinché anche loro possano attuare tamponi rapidi. Se tutti i medici di base effettuassero tamponi negli ospedali, il personale potrebbe dedicarsi alla cura dei pazienti.

L’appello di Luca Zaia in merito ai tamponi rapidi

L’appello di Zaia, presidente della regione Veneto,  è rivolto ai medici di base. Il presidente cerca di incentivare l’effettuazione del test rapido presso i medici di base della regione Veneto.

“Ai medici di base abbiamo dato la facoltà di fare i tamponi in maniera volontaria per i propri pazienti. Gli consegniamo gratuitamente i tamponi rapidi. Dei 3.700 medici di base, quelli che hanno aderito sono 445.

Se tutti i medici di base avessero i tamponi rapidi e facessero l’erogazione del servizio a solo i pazienti che stanno male, a noi non servirebbe fare più test. Siamo gli unici che hanno a messo a disposizione i tamponi rapidi per primi.

Ad oggi 445 medici ci hanno chiesto di consegnarglieli, molto medici giovani. Noi facciamo appello ai medici. Sul fronte del test rapido siamo in grado fare 10.000 mila tamponi al giorno e incentiveremo ancora di più questa cosa.

Se i medici agissero bene sarebbe tutto veloce, ci sono però ovviamente le variabili umane di quelli sottoposti a tampone che limitano i tempi e li allungano.”

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