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San Polo tour: itinerario tra i bàcari e le botteghe artigiane di Venezia

San Polo
Canali e ponti - Sestiere di San Polo

San Polo, nonostante le piccole dimensioni, è il sestiere più ricco di bàcari (osterie tipiche) e di botteghe artigiane. Uno dei quartieri più tipici di Venezia, insieme a Santa Croce e Dorsoduro.

Il sestiere prende il nome da Campo San Polo, il più grande dopo Piazza San Marco e dall’omonima chiesa (San Paolo Apostolo, per i veneziani “San Polo”). La zona storicamente più rilevante è Rialto, con il mercato e il celebre ponte che collega San Polo a San Marco. Originariamente il sestiere di San Polo e Santa Croce era considerati come un unica zona, il “Luprio” perché entrambe adibite alle saline. Al giorno d’oggi la linea di demarcazione che separa i due sestieri passa per il Rio di San Stae, il Rio Marin e parte del Rio della Frescada, fino alla parrocchia di San Pantalon. La cosa che caratterizza il sestiere è che presenta la più alta concentrazione di “bàcari“, perciò, dopo la vostra visita, consigliamo di rilassarvi davanti a un “ombra” (piccolo calice di vino) e a un “cicheto” (tipico stuzzichino veneziano) in una delle numerose osterie tipiche.

L’itinerario che vi proponiamo ha inizio da Piazzale Roma. Attraversate il Rio Nuovo passando sul ponte verso i giardini Papadopoli. Sulla destra si trova il prospetto del palazzo Foresti – Papadopoli, affacciato sui giardini, che fu celebre per le feste notturne e per il giardino ricco di piante e fiori esotici. Attraversati i giardini si giunge al Ponte dei Tolentini; oltre il ponte la Chiesa di San Nicolò dei Tolentini e il Campazzo dei Tolentini su cui si affaccia una sede dell’Istituto Universitario di Architettura (IUAV). Il portale è a opera del famoso architetto Carlo Scarpa, realizzata nel 1985.

Proseguite lungo Calle de Ca’ Amai, attraversate il Ponte delle Sechere e continuate poi per Calle delle Chiovere, il cui nome deriva dai luoghi in cui veniva asciugata la lana dopo la tintura. In Campo San Rocco trovate l’omonima chiesa e la Scuola Grande di San Rocco; il maestoso edificio rinascimentale fu sede di una delle sette Grandi Scuole di Venezia, quasi interamente decorata dal Tintoretto. Dal Campo di San Rocco, inoltre, si può ammirare l’abside della Basilica dei Frari, la cui facciata principale dà sul Campo dei Frari. La Basilica costituisce il luogo sacro in cui è presente il maggior numero di capolavori: Bellini, Tiziano, Donatello e il monumento funebre di Antonio Canova.

A lato della Basilica si trova l’Archivio di Stato della Serenissima, già convento dei Francescani, che racchiude scritti dal valore inestimabile. Purtroppo solo gli antichi chiostri quattrocentesci sono visitabili. Per proseguire in direzione del Ponte di Rialto è preferibile prendere la Calle Larga Prima (a lato della Basilica) e poi proseguire nella Calle dei Corli (arcolai), e a sinistra nella Calle del Mandoler (venditore di mandorle) per raggiungere Campo San Tomà. Girate a sinistra nell’omonimo campiello, seguite la fondamenta e, superato il ponte di San Tomà imboccate la Calle dei Nomboli. Quando vi trovate sul ponte, alla vostra destra si trova la facciata del quattrocentesco palazzo Centani.

Alla fine della calle si gira a sinistra in Rio terà dei Nomboli e si prosegue a destra per Calle dei Saoneri (i fabbricatori di sapone). Arrivate così al Ponte di San Polo; il canale sotto di voi è un importante corso d’acqua che taglia i sestieri di San Polo e Santa Croce. Dal ponte si vedono sulla sinistra Palazzo Corner Mocenigo, mentre sulla riva opposta si trova l’originale palazzo Moro Lin la cui facciata presenta elementi architettonici di epoche diverse. Attraversato il ponte incontrate alla vostra destra il campanile della Chiesa di San Polo, alla vostra sinistra l’ingresso della chiesa. La Chiesa di San Polo rappresenta un chiaro esempio di architettura veneto-bizantina e all’interno contiene opere del Tintoretto, Paolo Veronese e, nell’oratorio del Crocefisso, l’opera considerata il capolavoro di Giandomenico Tiepolo, “La Via Crucis“. L’abside della chiesa si affaccia su Campo San Polo.

L’inusuale ampiezza dell’area ha fatto sì che qui avessero spesso luogo feste popolari e religiose, spettacoli teatrali e mercati. Anche al giorno d’oggi Campo San Polo è sede di cinema all’aperto durante il periodo estivo, della pista di pattinaggio durante le feste natalizie e di eventi particolari durante il Carnevale. La costruzione degli edifici che lo circondano sul lato orientale (palazzo Corner, palazzo Donà, i palazzi Soranzo, il palazzo Maffetti-Tiepolo) è iniziata intorno al quattrocento e si tratta di uno dei più significativi esempi di architettura civile del gotico veneziano.

Uscite da Campo San Polo seguendo calle della Madoneta, e attraversato il ponte si giunge al campiello dei Meloni, circondato da abitazioni in stile gotico. In fondo al campiello prendete calle de Mezo per giungere a Campo Sant’Aponal, dominato dal’omonima chiesa. Sul fronte nord si apre il sottoportego de al Madona, con un’epigrafe che ricorda il soggiorno a Venezia di papa Alessandro III nel 1177. Si prosegue a destra della chiesa per calle dell’Ogio (olio), Rughetta del Ravano, Ruga vecchia San Giovanni fino ad arrivare alla Chiesa di San Giovanni Elemosinario.

Al termine di questo percorso si gira a destra e si giunge alla Ruga degli Orefici e da lì al Ponte di RialtoPrima del ponte, sulla sinistra, trovate la chiesa e degli edifici delle Fabbriche Vecchie. Il campo è circondato da portici su cui si affacciano alcune tipiche osterie veneziane, dette bacari, una volta frequentati da mercanti, ora sono punti di ritrovo per veneziani e turisti.

Contro il portico si trova la statua del “Gobbo di Rialto“, una figura inginocchiata che sostiene la scaletta d’accesso alla colonna del bando, dall’alto della quale il comandador leggeva leggi e sentenze. L’edificio dietro alla chiesa, originariamente, fu sede del tribunale e presenta ancora oggi delle aperture semicircolari al livello della strada che costituivano le finestre delle celle. Terminate in bellezza il vostro tour con una splendida vista dal Ponte di Rialto.

Virginia Gostissa

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