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Donne e lavoro: non mancano le difficoltà

Non è una festa, ma una celebrazione quella che si vive ogni anno anno l'8 marzo ed un'occasione per capire se davvero qualcosa è cambiato in meglio per donne. Nel servizio le testimonianze di un'imprenditrice e un medico entrambi rappresentanti di categoria.

Oggi 8 marzo, le manifestazioni per la festa della donna si sono intrecciate con quelle di solidarietà nei confronti delle donne ucraine, sotto il tiro delle armi dell’esercito russo. Nel pomeriggio, infatti, gli studenti hanno organizzato una mobilitazione in Campo San Geremia a Venezia sotto lo slogan “Non mimose ma diritti, libertà e spazio”. LEGGI ANCHE: 8 marzo: inaugurata al Quartiere Pertini una “panchina rossa”

I dati emersi negli incontri organizzati per la giornata mostrano che ancora una volta le cose non sono cambiate rispetto agli anni scorsi e i due anni di pandemia non hanno di certo reso alle donne la vita più facile.

La presidente di CNA Impresa Donna Veneto Rosy Silvestrini ha offerto sostegno ai progetti imprenditoriali al femminile. “In questo 8 marzo voglio rendere merito e rimarcare il contributo fondamentale che l’imprenditoria femminile ha dato per la tenuta economica del nostro paese negli ultimi anni.

Nel 2022 imprenditoria femminile con risultati maggiori

Nel 2021 le imprese femminili hanno avuto una crescita rispetto al 2020. Una performance più che positiva e non così scontata se consideriamo gli ultimi due anni di crisi economica, legati alla pandemia. Risultati che assumono un significato ancora maggiore se confrontati con quelli dell’imprenditoria maschile, che invece è rimasta al palo.

La capacità imprenditoriale delle donne

Una ripresa, dunque, è possibile e parte anche dalle donne. Pensiamo solo ai settori tipici del Made in Italy dove maggiore è la presenza femminile, come ad esempio il settore dell’abbigliamento con quasi la metà dei ruoli imprenditoriali ricoperti dalle donne.

Ecco nei settori del Made in Italy le produzioni di eccellenza rendono il nostro paese forte e riconoscibile in tutto il mondo. Il merito va al prezioso contributo delle nostre donne imprenditrici.

Una ripresa economica anche grazie alle donne

Piccole e medie imprese sono dunque determinanti nell’economia del nostro territorio. Con questa consapevolezza dobbiamo essere capaci di tutelare e rafforzare il lavoro e questa capacità imprenditoriale, intervenendo anche sulle criticità che rimangono aperte. Penso alle difficoltà di accesso al credito o alla complessità della conciliazione vita-lavoro.

Donne simbolo di resilienza, tenacia e coraggio

Ancora una volta, dunque, le donne che fanno impresa e, in generale, tutte le donne ci dimostrano grande tenacia e resilienza. Una forza che ritroviamo oggi anche in quelle donne ucraine che stanno combattendo con coraggio una guerra inutile, cercando di mettere in salvo i propri figli. A loro va la nostra solidarietà e vicinanza.

Celebrare, dunque, oggi l’8 marzo e la forza di ogni donna significa prendere consapevolezza del ruolo che ciascuna di noi può offrire per un futuro migliore.” ha affermato Rosy Silvestrini.

Donne medico: costrette a scegliere tra piano professionale e personale

Il presidente dell’ordine dei Medici di Venezia Giovanni Leoni e vicepresidente nazionale ha scelto l’8 marzo come giorno ideale per denunciare le difficoltà delle donne che fanno il medico. Giovanni Leoni denuncia la mancata sostituzione delle dottoresse in gravidanza portando così ad un sovraccarico di lavoro per i colleghi rimasti.

“Un sondaggio CIMO su 1415 dottoresse ha rivelato che solo nel 25% dei casi le gradivate sono state sostituite. Ciò indica che nei reparti i colleghi hanno comunque dovuto sopperire ad una mancanza di una o più dottoresse in contemporanea per una situazione come la gravidanza, che dovrebbe essere garantita a qualsiasi donna di poter essere vissuta senza particolari problemi per quanto riguarda il proprio posto di lavoro.

Ipotesi CIMO per il futuro: comprensione e valorizzazione

La donna deve mantenere la possibilità di essere madre, figlia, consorte, oltre alla propria realizzazione sul piano del lavoro. Questa è l’ipotesi per il futuro: garantire che tutte le gravidanze siano sostituite in maniera adeguata per garantire il corretto funzionamento dei nostri ospedali.” ha concluso il dottor Giovanni Leoni.

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