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La ricerca della Uil: infortuni in calo nel Veneto

Gli infortuni sul lavoro nel Veneto sono in calo dell'8,5%, secondo la ricerca della UIL. Persistono sfide nazionali: focus sulla sicurezza e la precarietà contrattuale

Secondo una ricerca effettuata dalla Uil, nel Veneto, gli infortuni sul lavoro sono in calo.

Gli infortuni sul lavoro in Veneto sono in calo dell’8,5%

Roberto Toigo, segretario generale Uil Veneto: “Il Veneto ha commissionato un lavoro: la CSS, un centro studi sugli infortuni sul lavoro alla quale facciamo riferimento. Abbiamo fatto un qualcosa di nuovo perché abbiamo voluto comparare gli infortuni e i decessi sul lavoro in rapporto alle ore lavorate e non sui numeri assoluti.”

“Scopriamo una cosa positiva, anche se qualsiasi infortunio non va bene e qualsiasi morto del lavoro è drammatico. Noi abbiamo un dato che rappresenta un calo dell’8,5% per quello che riguarda gli infortuni sul lavoro contro una media nazionale del 2,8%. La nota dolente sono i morti sul lavoro. Purtroppo, apprezziamo sì un miglioramento quasi del 15% negli ultimi 3 anni, ma sicuramente c’è ancora molto da fare.”

Un segnale di speranza per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro ma persistono le sfide nazionali

Pierpaolo Bombardieri, segretario generale Uil, sostiene: “I dati che abbiamo analizzato oggi dimostrano che nel Veneto c’è un miglioramento rispetto alle ore lavorate. Nel corso degli anni c’è una riduzione degli incidenti mortali, anche se c’è un aumento delle malattie tradizionali. Sono dei dati che ci fanno ben sperare e che, sostanzialmente, danno fiducia al lavoro, soprattutto qui in Veneto, che fanno i nostri quadri e i nostri dirigenti.”

“È la strada giusta e, ovviamente, è inserita in un contesto a livello nazionale ancora drammatico sul quale dobbiamo riflettere perché bisogna fare molto di più. 1041 morti in un anno e, soprattutto, 500 mila incidenti sul lavoro. È un lavoro lungo e impegnativo, nel quale noi dobbiamo continuare a rivendicare l’attenzione e l’impegno di tutti.”

Le maggiori cause degli infortuni

Le parole di Rocco Palombella, segretario generale Uil: “Noi abbiamo verificato che c’è un nesso tra l’aumento dell’orario di lavoro e gli infortuni. Gli infortuni si verificano soprattutto nella seconda parte della giornata, si verificano durante le ore di straordinario e si verificano soprattutto sul sistema degli appalti e subappalti.”

“Si verifica anche da un punto di vista del rapporto di lavoro. Più c’è precarietà, più si individuano contratti a termine, contratti a tempo, e più questo livello di infortunio aumenta. Aumenta anche nelle diverse aree del paese. Il Sud dove c’è più precarizzazione gli indici sono più alti, nelle aziende del Nord, invece, l’indice è più basso. Io sono convinto sempre di più che noi non possiamo affrontare questo tema così delicato da un punto di vista nè degli indici e nè dei numeri. Esiste un tema: non si può morire lavorando.”

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