Il Fatto

Berlato e il Piano lupo nazionale nel rispetto delle direttive europee

Berlato parla del Piano lupo nazionale. Deve essere in accordo e nel rispetto delle direttive dell'Unione Europea.

Berlato parla del Piano lupo Nazionale in accordo e nel rispetto delle direttive Europee. “Noi abbiamo un grosso problema in Italia, in particolar modo, ma anche in altri Stati membri dell’Unione Europea. Abbiamo un’eccessiva presenza di alcune specie di fauna selvatica.

Gli obiettivi dell’Unione Europea in campo di gestione faunistica, vogliono garantire un equilibrio tra le varie specie di fauna selvatica e una compatibilità tra la fauna selvatica e le attività umane. Iniziando con la pastorizia, l’allevamento e tutta una serie di altre attività che si svolgono sul territorio.

Berlato e il Piano lupo nazionale

Allora l’eccessiva presenza di alcune specie provoca dei danni sia alle altre specie di fauna selvatica, ma soprattutto alle attività produttive. Considerando il fatto, parliamo di grandi carnivori in particolar modo, ma possiamo parlare anche del cinghiale e di altri animali che stanno devastando il territorio. Ma parlando di dei grandi carnivori e del lupo in particolar modo, noi abbiamo una direttiva comunitaria che è la direttiva Habitat: dal 92 a 43 CEE. Che è l’articolo 16 prevede per gli Stati membri, nel caso in cui ci sia una eccessiva presenza di una specie rispetto alle altre, la possibilità di dotarsi di un piano nazionale. Piano di gestione e di contenimento anche dei grandi carnivori.

L’Italia è inadempiente

E ora questa direttiva viene applicata in tutti i paesi membri dell’Unione Europea, ma non viene applicata in Italia, purtroppo. E perché non viene? Perché c’è un concetto, in Italia, in particolar modo di del lupo come Dio, animale sacro, intoccabile come le vacche sacre in India. Allora si parla di tutelare i diritti del lupo, ma non si parla di tutelare i diritti dei nostri pastori, dei nostri agricoltori, i nostri allevatori. Ma anche i diritti delle nostre pecore, dei nostri vitelli. Quindi l’Italia è inadempiente, perché deve attuare le direttive comunitarie, non cambiarle.

Noi stiamo lavorando anche in Europa per ridurre il livello di protezione del lupo, da rigorosamente protetto, a protetto. Questo faciliterebbe l’applicazione in tutti gli Stati membri di questo articolo 16 della direttiva Habitat. Ma già con queste direttive vigenti altri Stati membri dell’Unione Europea intervengono per garantire questo equilibrio.

Berlato e la convivenza con il lupo

Qui non si tratta di voler sterminare i Lupi a vantaggio di attività umane oppure di altre specie. Ma si tratta di controllarne il numero, perché un territorio, soprattutto se fortemente antropizzato, dove ci sono attività come allevamento, pastorizia, monticazione. Un territorio così può sopportare un numero massimo di Lupi.

Se il numero di Lupi supera abbondantemente il limite massimo tollerabile del territorio, dice l’Unione Europea. Non lo dice Sergio Berlato, dice l’Unione Europea che bisogna intervenire per riportare il livello delle popolazioni di Lupi a una situazione di compatibilità con attività umana.

La tutela di tutti

Anche perché se noi continuiamo a tutelare i Lupi e non tuteliamo i nostri pastori, i nostri agricoltori, i nostri allevatori. I nostri allevatori saranno costretti ad abbandonare le loro attività e abbandonando le loro attività, abbandonando il territorio, ma allora nessuno più garantirà la manutenzione del nostro territorio, manterrà puliti i boschi, i prati. E questo cosa comporta? Comporta dissesti di natura idrogeologica già purtroppo già assistiti in Emilia-Romagna e in Toscana.”

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