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Tiger Experience: i felini di Mattiolo a Campolongo

C'è un parco a Campolongo che da rifugio ad una quarantina di animali, tra cui leoni, puma, leopardi e pantere che necessita di oltre 120 chili al giorno di carne. Gianni Mattiolo li cura come un amico e li nutre anche con le donazioni di chi lo va a visitare offrendo una tiger experience

Tiger Experience: sembrano dei gattoni che si strusciano sulla mano del loro addestratore, in realtà con il quale hanno instaurato un rapporto di fiducia. A guardare queste immagini c’è da chiedersi quanto fantasia avevano gli scrittori di romanzi di avventura quando li descrivevano tra le belve più feroci al mondo. In realtà è proprio così.

Tiger Experience

Gianni Mattiolo, responsabile di Tiger Experience di Campolongo, è il primo ad avvertire i suoi visitatori di stare lontano dalle gabbie e a non emularlo nel volerli accarezzare perchè si potrebbe perdere qualche dito.

Il suo segreto? Non sentirsi il loro padrone, ma semplicemente prendersi cura di loro.

Gianni Mattiolo, keeper animali

“Per voi questa è una gabbia, è una prigione. Per un animale che deve dormire dalle 18 alle 22 ore al giorno, per una questione etologica, questo è un posto estremamente sicuro. Molto più sicuro di qua fuori dove ci sono persone che camminano, passano, ci sono rumori, camion e altre cose simili.”

Il rapporto che questi felini, una trentina quelli ospitati nel suo parco, tra leopardi, puma, tigri, leoni, pantere, è unico. Frutto di un’empatia che ha saputo costruire negli anni, unendo la sua passione per gli animali, l’esperienza maturata negli zoo e i segreti carpiti durante la formazione nelle scuole di addestramento americane.

Questa pantera nera, in realtà maculata perchè animali con il vello tutto nero in natura non esistono, si trovano soltanto nei film di Walt Disney, ha 21 anni. Equivalente di 110 per un uomo ed è tormentata da molti acciacchi tra cui l’artrosi e un bel massaggio alle le scapole, per lei è un toccasana. E se lo merita, visto che con le sue apparizioni nei film si è guadagnata la pagnotta.

La pantera nera più famosa di Italia

“Questa è la pantera nera più famosa di Italia. Io sono un addestratore e lavoro per il cinema. Lavoro per il cinema perchè potete capire che 1200 kg di carne a settimana non riesco a ripagarli con delle visite normalmente domenicali con un massimo di 30 persone. Quindi ogni tanto porto alcuni dei miei animali sui set cinematografici per fare film o degli spot. Con questi soldi riesco quindi a far fronte alle spese di questo posto che abbastanza onerose. Questa è la pantera nera più famosa di Italia perchè è la pantera di Celentano, di Gomorra, della Breil. Questa pantera ne ha fatte di tutti i colori.” Prosegue Gianni Mattiolo.

Gianni Mattiolo per arrotondare, riceve anche visitatori, come in questo caso in cui ha aperto le porte al Lion’s Club di Noale. Amici di Vittorio Pierobon, il giornalista che lo ha reso protagonista nel suo libro “Ecosfide” e coglie l’occasione di questi incontri ravvicinati con il pubblico per spiegare quanti errori commettano gli animalisti nell’interpretare le vere esigenze degli animali nella foga di aiutarli.

“Se voi guardate bene il tipo di comportamento, adesso non è molto enfatizzato perchè è quasi uscita, è un comportamento particolare. Fa avanti e indietro, fa un verso strano ed è molto nervosa. Se io facessi un filmato in queste condizioni e lo proponessi su un social network dicendo: ‘leopardo stressato vive in una piccola gabbia, dimostra tutta la sua sofferenza’, chi non se ne intende, direbbe che è vero. In realtà, si tratta di un leopardo in calore.” Conclude Mattiolo.

L’associazione ha un rapporto di collaborazione con i ricercatori dell’Università di Padova, e ospita gratuitamente persone con difficoltà. Mattiolo del resto, ha l’animo del soccorritore, quello che lo ha spinto ad accogliere molti di questi animali che avevano bisogno di una casa, pardon, una gabbia.

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