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Mancano lavoratori ma il Reddito di Cittadinanza non c’entra

Il mondo del lavoro ha due volti: chi lo cerca e non lo trova e chi lo offre e non trova candidati. Non manca il lavoro, ma non si trovano lavoratori formati e il mondo della produzione sta perdendo molte occasioni nel paese, ma soprattutto nel Veneto. Il reddito di cittadinanza nella nostra regione non centra.

Mancano lavoratori nel paese. Lo dimostra Unioncamere, che dati alla mano, spiega come nel marcato del lavoro ci sarebbe richiesta per un 22% in più di prestatori d’opera e per il 18% in più di persone formate.

Mancano lavoratori: l’intervento di Alberto Teso

È intervenuto Alberto Teso, Componente della Giunta della Camera di Commercio di Venezia-Rovigo a rigurado. “I dati di Unioncamere della settimana scorsa sono veramente preoccupanti. Su 465.000 nuovi contratti, che in Italia si dovrebbero fare nel mese di novembre, il 40% rischia di restare sulla carta. Quasi 200.000 contratti rischiano di non trovare concretizzazione perché mancano i lavoratori”.

Secondo l’avvocato Alberto Teso, componente della Giunta della Camera di Commercio di Venezia-Rovigo e della giunta Provinciale di Confcommercio, il problema è legato soprattutto alla formazione.

Teso ha poi continuato. “C’è un problema prima di tutto di formazione. Vediamo che gli istituti tecnici superiori, il nostro ITS Turismo di Jesolo, fiore all’occhiello di cui la Camera di Commercio è anche socia, preparano persone ogni anno che al 98,8% trovano quel lavoro per cui hanno studiato, immediatamente dopo la fine degli studi”.

Per questo la Camera di Commercio sta realizzando un progetto.

Aggiunte Teso. “Noi pensiamo che la formazione sia un passo fondamentale per cercare di avvicinare questi due mondi che faticano a parlarsi tra di loro: la domanda e l’offerta di lavoro. Camera di Commercio ha un progetto che si chiama ‘Formazione Lavoro’. Viene realizzato attraverso gli sportelli decentrati che sono volti ad aiutare le imprese e i lavoratori a parlarsi tra di loro, a creare competenze e a creare corsi di formazione. Arrivando a dialogare con gli istituti superiori per mettere in contatto i ragazzi già prima del diploma con le aziende. Anche per orientarli in una scelta che sia proficua, redditizia e che dia la possibilità di avere un futuro stabile e sereno. Questo anche per chi lavora e non sospeso ad un lavoro stagionale o ad un tempo determinato”.

Dall’analisi si esclude il reddito di cittadinanza come causa della carenza dei lavoratori. Almeno per il Veneto, dove i percettori di questo aiuto sono davvero pochi, rispetto a quelli esistenti nel sud del paese.

Il Reddito di Cittadinanza

“Il Reddito di Cittadinanza, in Veneto, viene percepito da circa 25.000 famiglie. Pensiamo che in Campania o in Sicilia siamo a 250.000 famiglie, quindi 10 volte e più o men  i residenti sono gli stessi: 5 milioni di veneti, 5 milioni di campani. Lì ovviamente c’è una platea importante di persone che incassano il reddito sulla percentuale dei lavoratori. Qui è molto ridotta e non credo che la percezione di 26.000 famiglie possa incidere su 5 milioni di veneti in maniera importante”. Ha concluso Alberto Teso.

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