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CNA Veneto: “brutta congiuntura, la tempesta perfetta”

Allarme della CNA Veneto: nel 2022 calerà il consumo interno a causa di una sorta di tempesta perfetta che si sta abbattendo sui mercati e saranno soprattutto gli artigiani a soccombere

Le tasche di famiglie e imprese nel Veneto si stanno alleggerendo, mentre il clima economico si fa pesante al punto da indurre una delle associazioni di categoria delle piccole imprese, la CNA, a rendere note le previsioni drammatiche in un incontro con i giornalisti definendo l’attuale congiuntura una ‘tempesta perfetta’.

Tanto per cominciare, nel corso del 2022, il Centro Studi Sintesi prevede che i prezzi aumenteranno oltre il 7% rispetto al periodo pre-covid. Infatti, l’energia elettrica è aumentata del 410% e il prezzo del gas del 600%.

Alberto Cestare, Centro Studi Sintesi – CNA

“I prezzi delle materie prime, in particolare dell’energia, hanno contribuito a peggiorare le previsioni di crescita del PIL del Veneto per quest’anno. Di fatto, la differenza fra quello che era atteso rispetto a settembre dell’anno scorso e quelle che sono le ultime stime di oggi alla luce di ciò che sta accadendo nel mondo, ci dice che il Veneto ha già in qualche modo perso 3.1 miliardi di euro di PIL rispetto alle attese.”

E continua Cestare: “Quello che è accaduto sia sul versante bellico che su quello dell’aumento dei prezzi, ha contribuito a peggiorare le previsioni di crescita. Queste previsioni saranno quindi negative anche per quanto riguarda i consumi e la domanda interna che risente fortemente dell’aumento dei prezzi degli ultimi mesi. Più 7.6 l’inflazione nell’arco dei tre anni rispetto al 2019, a fronte di un calo dei consumi del 3.1% a livello nazionale.

Ovviamente, perdere il potere d’acquisto legato a queste dinamiche, è destinata da una parte a ridurre la ripresa della domanda interna, e dall’altra ad avere un impatto negativo soprattutto sull’artigianato e la piccola impresa che si fondano soprattutto sulla domanda interna.”

I consumi e il PIL

I consumi, secondo le stime della CNA, si contrarranno per il 5% e il PIL rimarrà fermo a quello maturato fino al 2019. Per non morire, bisognerà aumentare gli investimenti che saliranno del 13%.

Non tutto è imputabile al conflitto in Ucraina. Il Veneto che poggia la sua economia sull’industria manifatturiera ha cominciato a cominciato a soffrire durante il devastante lockdown deciso dal governo Conte bis.

Poi è arrivato l’aumento dei prezzi a causa della ripresa repentina della domanda nel mondo con la ripartenza grazie alla campagna vaccinale. E infine sono arrivate le sanzioni che penalizzano soprattutto le aziende energivore e chi esporta in Russia.

Moreno De Col, presidente CNA Veneto

“Abbiamo alcuni settori che sono particolarmente in difficoltà. Prima di tutto i settori che hanno un maggior consumo energetico ovviamente. Quindi, il settore manifatturiero in generale, la meccanica e il settore della moda. Questo per quanto riguarda i rapporti con il mondo della Russia e Ucraina. Anche il settore agro-alimentare è sicuramente investito da difficoltà legate al conflitto in corso.”

Le soluzioni secondo l’associazione di categoria sono la revisioni del PNRR, l’uso razionale dell’energia rinnovabile e delle politiche di accumulo nel breve termine. Linee su cui si stanno già muovendo gli enti locali.

Proprio in queste ore, il consiglio comunale di Venezia ha approvato all’unanimità la realizzazione di un impianto con nove generatori fotovoltaici sul pavimento nell’isola di San Servolo. La copertura con pannelli di 180 mt2 di tettoie sempre con pannelli fotovoltaici.

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