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Via Piave: oltre ai pusher anche lavoratori in nero

A Mestre continua la guerra infinita tra guardie e pusher e commercianti che assumono addetti in nero

Non si fermano i controlli in via Piave decisi dal Comitato per l’Ordine e la Sicurezza della città. Dal 21 agosto quando una mobilizzazione degli agenti ha portato all’identificazione di 140 persone, sono seguite le ispezioni della Guardia di Finanza nei negozi gestiti prevalentemente da stranieri che si affacciano, oltre che su via Piave, via Cappuccina e a Ca’ Marcello.

Sequestri e lavoro nero in Via Piave

10.000 i prodotti sequestrati perché privi di etichetta del valore di 20 mila euro. Si tratta di capi di vestiario, bigiotteria, souvenir e articoli di ferramenta.

Illegalità sono state riscontrate anche per le assunzioni del personale: 9 addetti erano irregolari, di cui sei completamente in nero. Un parrucchiere di origine cinese in particolare ha pagato per due anni interi un proprio dipendente in contanti, una violazione di una norma entrata in vigore nel 2018.

La pressione sul quartiere è aumentata dunque, ma il fenomeno dello spaccio e del vagabondaggio anziché diminuire appare ora più concentrato a Marghera.

Degrado a Marghera

Queste sono le immagini della facciata della chiesa di San Michele Arcangelo dove alcuni senzatetto stanno bivaccando e nel piazzale Giovannacci di nuovo la statua della Madonna è stata presa di mira da vandali. I  segni dell’imbrattamento sono evidenti.

Carlo e Giorgio

In via Piave e nell’area di Marghera a ridosso della stazione, insomma, si continua a percepire insicurezza, al punto che anche i comici Carlo e Giorgio con un video hanno voluto denunciare come la zona sia sfuggita al controllo nonostante l’ironia amara dei dialoghi, il video non è piaciuto a chi invece riesce soltanto a cogliere il lato drammatico della convivenza con pusher e sbandati.

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