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Tumore della prostata: all’Angelo un nuovo ecografo. Esami più efficaci

Un nuovo sistema ecografico, con il relativo software, è a disposizione degli specialisti di Urologia all’Angelo, e fa fare un salto alla precisione e all’efficacia degli accertamenti sui tumori che colpiscono la prostata.

All’Angelo esami più efficaci contro il tumore della prostata. La strumentazione di cui si è dotato l’Ospedale di Mestre, spiega il dottor Merlo, fonde in un unico esame i due principali sistemi utilizzati fin qui. La risonanza magnetica e la biopsia prostatica. Inoltre, Giuseppe dal Ben fa il punto sui macchinari dell’Ulls3.

Le parole di Franco Merlo

“Il tumore della prostata è il tumore più frequente nell’uomo ma nella grande maggioranza dei casi non evidenzia sintomi o segni precoci. Per giungere alla diagnosi, quindi, si ricorre in primo luogo alla visita urologica con la verifica del PSA, cioè del dosaggio nel sangue di una proteina specifica della prostata; ma poi si ricorre a due differenti analisi strumentali.

In primo luogo la risonanza magnetica multi parametrica, che può individuare per via radiologica le aree in cui è possibile la presenza di un tumore; a seguire si esegue la biopsia prostatica: si arriva alla prostata con l’aiuto di un un endoscopio e si preleva un piccolo campione del tessuto della prostata da analizzare in laboratorio”. Spiega il dottor Franco Merlo.

Tumore alla prostata

Era la competenza dello specialista a fare dialogare fra loro questi due esami. In realtà il secondo, la biopsia per il prelievo dei campioni da analizzare, non poteva tenere conto in modo automatico della mappatura radiologica effettuata in precedenza con la risonanza magnetica. Così che i sondaggi effettuati con la biopsia potevano non essere fatti nella zona identificata come sospetta dall’esame radiologico.

La nuova apparecchiatura contro il tumore alla prostata

“La nuova apparecchiatura, in funzione da dicembre ultimo scorso, associa le immagini della risonanza magnetica con quelle raccolte per via endoscopica in tempo reale durante la biopsia: un passo in avanti decisivo per un esame che solo all’Angelo viene effettuato su circa 300 persone ogni anno.

Il nuovo ecografo è dotato di un sofisticato software che letteralmente fonde tra loro le immagini dei due sistemi, consentendo finalmente all’urologo di eseguire biopsie con precisione chirurgica, andando a prelevare il campione là dove lo suggerisce la risonanza effettuata in precedenza. I vantaggi di tale metodica, definita come ‘fusion biopsy’ sono evidenti: minor numero di prelievi necessari, minori complicanze, maggior accuratezza”. Conclude il dottor Franco Merlo. In sintesi, non più biopsie “casuali” su tutta la prostata ma estremamente precise e focalizzate sulle aree sospette, sotto la guida delle immagini realizzate dalla risonanza magnetica.

L’investimento

Il nuovo ecografo ha comportato un investimento circa 150.000 euro. E’ il primo di questo genere in funzione negli ospedali dell’Ulss 3 Serenissima. Può utilizzare, nella procedura di fusione tra le immagini della risonanza magnetica e quelle della biopsia, anche con esami di risonanza magnetica eseguiti al di fuori dell’Ospedale dell’Angelo.

Le dichiarazioni di Giuseppe Dal Ben

“Accanto al Robot Da Vinci,  si aggiunge, per rendere più efficace il lavoro degli specialisti di Urologia, anche quest’ultima dotazione tecnologicamente avanzata nella diagnosi del tumore prostatico.

All’Ospedale di Mestre, vede coinvolti tutti gli specialisti interessati, Urologi, Oncologi, Radioterapisti, Medici Nucleari, Anatomo-patologi, in un approccio multidisciplinare ormai indispensabile per combattere il tumore. In Veneto colpisce circa 3500 persone ogni anno, e che concentra oltre il 26% dei casi tra i 50 e i 69 anni”. Sottolinea il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben.

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