La Voce della Città Metropolitana

Giorgio D’Este: lo spaccio a Mestre e i borseggiatori

Lagunari circondati da pusher per sventare un arresto, il ritorno dei nigeriani in via Piave e la lotta ai borseggiatori che non temono l'arresto. Sono i problemi in cui si dibatte l'assessore alla sicurezza del Comune di Venezia Giorgio D'Este al ritorno dalla pausa estiva.

Negli ultimi giorni, soprattutto a Mestre, abbiamo assistito ad un notevole aumento di notizie riguardanti il traffico illecito di sostanze stupefacenti. Si tratterà di allarmismo ingiustificato o sono notizie fondate su fatti veri? Per toglierci tutti i dubbi abbiamo effettuato un’intervista all’assessore alla sicurezza del comune di Venezia Giorgio D’Este.

La situazione odierna rispetto all’operazione San Michele

L’assessore alla sicurezza precisa che rispetto all’operazione San Michele, il famoso blitz avvenuto a Mestre in via Piave nel luglio 2018, la situazione sicuramente è migliorata. Non si può negare tutt’oggi la presenza di spacciatori ma ciò che fa la differenza sono i numeri. Infatti ci notifica che oggi il numero di individui (di origine prevalentemente nigeriana e tunisina) che intraprende attività di spaccio, si aggira attorno ai 20/30.

L’impegno dell’assessore

Ciò che preme particolarmente a Giorgio D’Este è impegnarsi nell’applicare una giustizia che prevede l’incarcerazione immediata per i pusher. Al giorno d’oggi questo non avviene in quanto gli spacciatori che vengono fermati nel giro di poco tempo ottengono la libertà. L’assessore spiega che ciò si verifica perché al massimo viene loro imputata una denuncia a piede libero.

L’ordinanza Daspo

Il comune di Venezia ha adottato una nuova misura, la Daspo, che ha registrato ottimi risultati. In applicazione da un paio di mesi, la Daspo è stata introdotta per combattere lo spaccio e penalizza sia chi vende droga sia chi la acquista. La Daspo inoltre punisce anche il borseggio, fenomeno molto diffuso nel centro storico dove è stato istituito una squadra speciale anti borseggio.

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