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Giandomenico Mazzocato: Il Castrato di Vivaldi – Una Storia Veneta

Una storia di miseria, di successo e di solitudine. La racconta Giandomenico Mazzocato nel suo "il castrato di Vivaldi" presentato a Santa Maria di Sala dalle Pro Loco del Decumano

La rassegna “Sotto le stelle… a parlar di Veneto”. L’ ospite d’eccezione, lo scrittore trevigiano Giandomenico Mazzocato, con il suo libro “Il Castrato di Vivaldi”, finalista al premio Strega 2017.

Escludendo la novella di Sarrasine di Honoré de Balzac, mai il tema del castratismo era stato affrontato dalla narrativa europea prima del recente romanzo di Gian Domenico Mazzocato “Il castrato di Vivaldi”.

In questo libro, lo scrittore trevigiano racconta la storia di Angelo Sugamosto, ragazzo dalla voce bellissima nato nel 1720 in un paesino povero del Polesine.

Castrato per conservare la purezza del timbro, Angelo Sugamosto vivrà una vita di successi, ma anche di indicibile sofferenza.

Nella barchesse di villa Farsetti, a Santa Maria di Sala, la presentazione del libro organizzata dal consorzio della Proloco del decumano, è impreziosita da un piccolo concerto con Nicola Lamon al clavicembalo e il controtenore Nicolò Balducci.

Le parole di Giandomenico Mazzocato

“Per questo mio fortunato romanzo che è stato finalista alla premio Strega, è ancora una storia che viene dal profondo Veneto.

In questo caso viene dal Polese, nel paese della fame, delle inondazioni, del grano che non diventa mai maturo e in cui nasce questo ragazzo della voce bellissima che viene evirato perché conservi questa voce.

Vive nel mondo tutto una serie di avventure. Conosce Vivaldi, che è il suo maestro, conosce Goldoni  il suo compagno di baldoria anche se più vecchio di lui, conosce Tiepolo, Casanova  ed infine Georg Friedrich Händel, che lo porterà a compimento la sua arte.

La mia scrittura si caratterizza per essere una scrittura profondamente veneta, racconto storie di questa regione.  Racconto storie, di quando eravamo noi quelli disprezzati, i veneti.

Racconto storie di emigrazione, racconto storie di povertà,  i la mia idea è quella che i miei racconti siano locali ma non localistici.

Nel senso che diventano immagine di un dolore universale, di sfruttamento, di  lotta per sopravvivere.

Non dimentichiamo che la nostra terra ha affrontato due guerre, e sono morti tanti nostri figli e fratelli.”

Le parole di Roberto Masetto

“Questa sera, siamo riusciti a portare un clavicembalista, ma soprattutto un controtenore. Canta in un modo che si usava tra il  600 e il 700.

Una cosa molto importante, più unica che rara. Noi, come Proloco, facciamo questo evento anche è difficile con la situazione attuale del covid-19.

Abbiamo rinunciato finora a tutte le manifestazioni programmate:  niente stagione teatrale niente concerti niente il teatro.

Questa sera abbiamo questo sesto appuntamento di otto e speriamo che vada tutto bene.

Dobbiamo distanziare le persone in questa struttura che è del seicento, la vecchia barchesse di una vecchia villa restaurata dal Comune.

I ringraziamenti vanno all’amministrazione comunale come sempre molto disponibile.”

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