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Carburante: CGIA di Mestre richiede un tetto al prezzo

Il valore delle fonti energetiche continua a salire e le imprese sono in difficoltà. Unica soluzione è il tetto al prezzo del carburante.

Un tetto al prezzo del carburante, non si può più aspettare. E’ la richiesta della CGIA di Mestre che, letti i numeri, prevede la fermata dei professionisti della strada, di taxi, bus e piccoli trasportatori se non si interverrà sul prezzo alla pompa nei prossimi giorni.

Prezzo del carburante

I 25 centesimi tagliati dal governo, riducendo l’ammontare delle accise, sono stati utili ad abbattere i prezzi, schizzati nei mesi scorsi. Ma il valore nel mercato delle fonti energetiche continua a salire e lo sconto di 25 centesimi scadrà il 2 agosto. Dunque l’unica ricetta è il tetto al prezzo di benzina e gasolio. Una situazione che sta mettendo in crisi molti lavoratori autonomi.

Andrea Vavolo, Ufficio studi CGIA Mestre

“Di fronte a questa situazione abbiamo tante imprese in crisi. Ad esempio, nella provincia di Venezia, vivono 3200 agenti di commercio. Abbiamo 1350 autotrasportatori, tra NCC e tassisti oltre 300. Aziende, quindi, che sono in una situazione di forte difficoltà. E’ necessaria quindi una forte azione del governo che, nell’inerzia della comunità europea, imponga un tetto al prezzo dei carburanti”.

Pesa anche il prezzo dei pedaggi

In tutti i paesi europei, chi lavora nel settore dei trasporti sta vivendo un momento difficile. Ma l’Italia sconta un ulteriore disagio: il pedaggio autostradale, che è tra i più alti nell’unione europea. In alcuni paesi addirittura le autostrade sono gratis, come in Olanda, in Germania e in buona parte della Spagna.

Andrea Vavolo: “Molte aziende sono in difficoltà. A dire il vero, non solo quelle italiane. La situazione riguarda un po’ tutta Europa. Però le nostre aziende vivono in un contesto in cui è più difficile fare impresa. Si pensi ad esempio che, se in Germania, Olanda e Spagna, il prezzo dei pedaggi è gratis, cioè possono circolare liberamente senza alcun pedaggio. In Italia, le aziende pagano uno tra i pedaggi più cari d’Europa. Quindi è una situazione grave. In Italia, abbiamo un deficit infrastrutturale che, stimato dallo stesso ministero, supera i 40 miliardi di euro”.

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