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Veneto: basta medici a gettone, si ai concorsi

La Regione Veneto dice basta ai compensi straordinari ai medici a gettone, mirando all'assunzione diretta e alla tecnologia per l'assistenza medica

Basta compensi straordinari ai medici a gettone negli ospedali veneti. Anestesisti, medici del pronto soccorso e delle terapie intensive saranno pagati tutti 80 euro all’ora e 40 euro gli specializzandi. Lo dice una delibera pubblicata oggi e voluta dall’Assessore alla sanità regionale, Manuela Lanzarin che si è prefissata di chiudere con i medici a gettone, ossia liberi professionisti del mercato o assunti nelle Cooperative entro il 2024. Seguire quindi la via maestra di assunzione di personale dipendente tramite concorso.

Contenimento della Spesa sanitaria post-emergenza Covid, basta compensi straordinari ai medici a gettone 

La chiamata di liberi professionisti è un fenomeno nato con l’emergenza Covid ma superato il momento, la Regione vuole evitare qualsiasi forma di concorrenza tra le aziende sanitarie. La Regione intende invece contenere la spesa. È insomma il tempo di stringere i cordoni della borsa dopo aver largheggiato durante la Pandemia. A farne le spese in questo momento sono anche i medici di famiglia che hanno chiesto poliambulatori con una segreteria per 14 ore alla settimana e si sono visti offrire la metà, 8 ore.

Per questo la categoria è in agitazione. A correre in aiuto dei medici di base arrivano anche gli ospedalieri, in quanto senza una medicina sul territorio i Pronto Soccorso rischiano di venire messi sotto pressione.

Giovanni Leoni, Segretario Cimo Fesmed Veneto: “Come medicina ospedaliera siamo molto preoccupati per ciò che avviene in queste settimane nella medicina del territorio. Come Federazione Cimo Fesmed, auspichiamo l’immediata ripresa di quelle che sono le trattative per un adeguato supporto logistico e di segreteria a quella che è l’attività del medico del territorio.”

Futuro della sanità: Case della Comunità e tecnologia

Dal parte sua Manuela Lanzarin risponde a chi parla di carenza di medici, andando ad inaugurare la posa della prima pietra della Casa della Comunità di Cavallino-Treporti. Si dichiara cosciente che mancano medici ma di contare nel futuro sulla tecnologia come supporto all’assistenza medica fuori dagli ospedali.

Manuela Lanzarin, Assessore regionale Veneto alla sanità: “Le future case di comunità come quella di Cavallino rappresentano una grande sfida e una grande opportunità. Sono il ridisegno dell’organizzazione territoriale e rappresenteranno anche una grande opportunità tecnologica. Pensiamo alla telemedicina e al teleconsulto, alla diagnostica che potrà essere inserita all’interno di queste strutture.”

“Uno dei grandi tasselli su cui stiamo ancora lavorando riguarda il personale. Siamo tutti consapevoli che ad oggi c’è una grande carenza non solo per quanto riguarda i medici ma anche il personale sanitario.”

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