Il Fatto

Uil, un sindacato in via di riforma: parla Giovanni Torluccio

Ospite di questa puntata della trasmissione "Il Fatto di Luigi Gandi" è Giovanni Torluccio, ex presidente nazionale di Ita Uil e ex segretario della Fpl, una branca della Uil che racchiude il settore pubblico. Argomento odierno di discussione è il cambiamento della Uil e dei sindacati in generale.

Ospite di Luigi Gandi un uomo d’eccezione Giovanni Torluccio già presidente nazionale della Uil Fpl la più grande organizzazione di lavoratori pubblici iscritti alla Uil e già presidente nazionale anche del patronato Italuil.

Torluccio ha ricordato nel corso della trasmissione la difficoltà dei rapporti democratici all’interno della Uil imposta dalla gestione di Pier Paolo Bombardieri che seda ogni proposta critica tramite il commissariamento delle sezioni e segreterie. In Uil – afferma Torluccio – c’è un continuo andarsene di iscritti e intere parti importanti del sindacato si trovano commissariate al primo tentativo di discussione democratica su temi e scelte interne. Se non sei allineato sei fuori da questo Sindacato. Come anche se ti permetti di criticare un segretario confederale che gira con una macchina da oltre 150.000 euro.

“Nella Uil sta succedendo una cosa che nessuno avrebbe mai immaginato all’epoca di grandi segretari come Giorgio Benvenuto, come Pietro Larizza e altro. Ci troviamo di fronte ad una situazione nella quale nell’ultimo semestre sono state commissariate una serie di strutture, tra l’altro, dopo qualche mese dal congresso. Non si comprende perchè persone elette direttamente al congresso siano state poi immediatamente commissariate.”

La struttura della Uil

“Tenendo conto che la Uil ha creato una struttura che sta generando un processo di gestione solo ed esclusivamente verticistico nel quale abbiamo un gruppo dirigente che si autodetermina e dall’altra i cosiddetti iscritti, sempre più lontani dal vertice.

Voglio dire che le strutture nazionali confederate, siano esse nazionali che regionali – perchè ormai hanno affossato le provincie, che di fatto non hanno nessun tipo di ruolo all’interno della Uil – hanno creato organismi tali per cui sono previsti all’interno, per esempio, della direzione nazionale della Uil i dirigenti regionali, i dirigenti confederali. Soprattutto hanno fatto un’operazione di bilanciamento inserendo i vari presidenti e i vari dipendenti dei servizi in modo tale che, di fatto, i dirigenti confederali hanno sempre la maggioranza perchè utilizzano al proprio interno i funzionari assunti”.

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