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Rincaro bollette: le chiusure diventano realtà

La bolletta di ottobre incombe, quella di settembre è stata pagate, ma sono in molti nelle imprese e nelle famiglie che temono di non riuscire a far fronte ai rincari di oltre il 60 annunciati sia di luce che di gas. Ristoranti, aziende, supermercati sono al limite e a Murano anche le ultime fornaci non rimarranno accese oltre ottobre

L’angoscia del rincaro bollette bussa alla porta di esercenti e imprenditori nel Veneto e non solo. Un pizzaiolo risponde alla bolletta da 4000 euro offrendo ai clienti suggestive cene a lume di candela. Ma non tutti possono sostituire la luce al calore, con un pò di cera e uno stoppino. A Cessalto, un titolare di un supermercato ha confessato ad un giornalista del gazzettino che vive nell’angoscia di vedersi staccare la luce.

Cosa sta succedendo a Murano

A Murano sono rimaste attive una sessantina di aziende. Luciano Gambaro, presidente della Promovetro, non chiede più solo aiuti economici, quelli stanziati sono arrivati tutti negli ultimi 20 giorni e chiede che invece vengano prese decisioni sul tetto per il gas. Con questi prezzi, le 60 aziende rimaste aperte, circa il 20% del totale, chiuderanno a fine ottobre, annuncia.

A Murano non si fermerà soltanto un settore industriale, si ferma la storia di una vena creativa che ha reso famosi i veneziani nel mondo nei secoli. Non a caso il video ‘io sono Murano’  diffuso in questi giorni ha ottenuto più di 500 000 visualizzazioni, migliaia di like e oltre 500 condivisioni. I 13 maestri vetrai protagonisti del filmato stanno spopolando rivelando che nessuno vuole mollare.

Il rincaro investe anche la Coldiretti

Appelli a mettere mano ai rincari arrivano anche della Coldiretti alle prese con l’aumento del 170% dei concimi, del 90% dei mangimi e del 129% del gasolio fino al 300% delle bollette per pompare l’acqua per irrigare i campi e una volta raccolto e elaborato il prodotto arriva la batosta degli imballaggi i rincari della plastica sul vasetto di fiori, del vetro per gli ortaggi e la frutta da conservare, delle carte per le etichette, della latta per passate e legumi. La cassintegrazione a Pordenone è già scattata per il 65% degli addetti

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