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Renzo Mazzaro: Il Veneto delle eccellenze e delle inciviltà

L'analisi dei principali fatti della settimana nel Veneto nella mirabile sintesi di Renzo Mazzaro

Le parole di Renzo Mazzaro: “Questa settimana vorrei segnalare alcune notizie che fanno emergere del Veneto aspetti contraddittori, molto positivi e molto negativi contemporaneamente. Sembriamo una regione Giano bifronte, Dottor Jekyll e Mister Hide.”

Eccellenze all’Università di Padova

Per esempio, una società specializzata ci segnala questa settimana che ben otto ricercatori dell’Università di Padova sono al top della graduatoria degli specialisti di medicina e di biologia citati nella letteratura mondiale. Dunque, l’Università di Padova si pone estremamente con rilievo internazionale e in testa agli Atenei del nostro Paese.

Impiegati in nero in sette imprese edili

Però, contemporaneamente, noi in Veneto siamo in una regione, dove a Treviso, penso perché a Treviso sono stati fatti più controlli o forse ci sono più notizie dei controlli che vengono fatti, dove in questa settimana sono stati messi i sigilli alle attrezzature di sette imprese edili perché i dipendenti, non solo non lavoravano in sicurezza. Dunque senza elmetto in testa, le protezioni per le impalcature, ma lavoravano in nero.

Lavoravano in nero per i committenti e i committenti di queste imprese risparmiavano di sicuro, non pagando le tasse, ma non si cautelavano rispetto alle responsabilità future, per esempio, per lavori male eseguiti. Non solo, perché sempre a Treviso su cento automobilisti controllati, settanta sono risultati multati per qualche motivo. Si va da piccole infrazioni, come la mancanza della cintura di sicurezza, al fatto di non avere l’assicurazione, che è ben differente ed è ben più grave per le responsabilità che puoi avere nei confronti di terzi.

Renzo Mazzaro segnala 550 medici mancanti in Veneto

Un altro campo, la medicina. Questa settimana  continuano le preoccupazioni perché ci sono 200.000 veneti che non hanno il medico di famiglia perché mancano i medici di base. Sono 550 le condotte scoperte. Addirittura mancano molti medici negli ospedali, più del doppio, 1100 più o meno, questa è la cifra.

Si dice che ci sia stata una mancata previsione sulla programmazione perché medicina è una facoltà a numero chiuso. Si discute se tenere questo o quello e se cambiare e come. In realtà un consulente della CIMO, un sindacato dei medici ospedalieri di Treviso, medico anche lui, ci informa che non è vero niente.

Non è stata mancata previsione, al contrario. Già nel 2012, con il governo Monti, che era un governo internazionale, con sinistra, destra e centro tutti ‘accordo a sostenerlo, l’allora Ministro della Sanità aveva quantificato il fabbisogno annuale di specialisti ospedalieri, che era 8.000 unità all’anno. Però, ne finanziava soltanto 5.000. Dunque c’era un buco, un ammanco, un deficit di 3.000 medici all’anno ed ecco qui che si spiega che oggi mancano.

Perché il manovratore ha manovrato in questa direzione? I medici ospedalieri hanno una spiegazione ben precisa. Si voleva privilegiare la sanità privata impoverendo quella pubblica. Ed è esattamente la situazione in cui ci troviamo adesso.

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