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Libralato e il fondale per il Teatro d’Opera di Roma

Paolino Libralato, dopo aver aperto la sua bottega a Dosson (TV), realizza il fondale commissionato dal Teatro d'opera di Roma

La carriera di Paolino Libralato inizia come una lunga gavetta presso questi atelier. Grazie alla sua reinterpretazione dei bozzetti, il suo nome incomincia a girare. Da questo momento, si moltiplicano le richieste e le occasioni. Inizia così la sua carriera di imprenditore, portandolo a dipingere scenografie nei teatri più prestigiosi del mondo. Il primo fu il Teatro d’Opera di Roma.

La bottega a Dosson e l’ingaggio per un film a Verona

Forte di queste esperienze acquisite negli anni ’80, intorno al 1990 apre la sua bottega a Dosson di Treviso, iniziando la sua grande carriera come pittore scenografo.

Le parole del pittore Libralato: “Girovagai per circa tre anni per questo felice stivale. Mi affrancai moltissimo e conobbi moltissime persone. Ad un certo punto, a Verona, in un laboratorio che adesso non esiste più, ero stato chiamato per fare un film “Capitan Fracassa”, ma questo film non partiva.”

Il Teatro d’Opera di Roma commissiona a Libralato il fondale per “Gli Orazi Curiazi”

“E, nell’attesa, arrivò una commessa da Roma: era un’opera lirica per il Teatro d’Opera di Roma che si chiamava “Gli Orazi Curiazi”. Già all’epoca, volevano stampare un grandissimo fondale, che è un quadro famosissimo che si trova al Louvre: Le Sabine di Jacques Louis David.”

“Sebbene volessero riprodurlo, era talmente grande che all’epoca non esistevano ancora questi grandi proiettori. Mi chiesero allora se potevo realizzarlo in pittura. Il problema è che non c’era più il tempo di farlo. Io da giovane di 30 anni dissi di sì, anche se mi sudavano un po’ le mani. Questa ditta accettò questa mia follia. Il teatro di Roma era preoccupato, perchè forse questo ragazzo era un po’ troppo giovane.”

“Ebbi il tempo di farlo e anche di portarlo fisicamente a Roma in sette giorni e sette notti. Quando questo fondale venne appeso ero preoccupatissimo, perchè chissà cosa pensavano nella cura della pittura. Invece, mi ricordo che la gente andò verso il fondale e volle quasi toccarlo. Mi ha detto: “Ah è bellissimo, è meraviglioso. Hai fatto una bella cosa”. Da lì, questo grande fondale fece molto parlare per la pittura di scena. Era veramente imponente. Mi ricorderò sempre, quando si aprì il sipario, il mormorio dolcissimo della gente che gustava questa cosa. Sapevano perfettamente che era stato dipinto a mano”.

GUARDA ANCHE: L’avvio della carriera di Paolino Libralato

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