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Favaro: partiti i lavori all’edificio Ater in via Triestina

Prosegue celermente il programma delle manutenzioni straordinarie dell’Ater di Venezia, un vero piano degli investimenti per tutelare e salvaguardare gli edifici più vetusti

Sono partiti in questi giorni i lavori all’edificio Ater di via Triestina, dove è iniziata la rimozione del vecchio “cappotto” alla parete est, che sarà sostituito con quello nuovo per l’isolamento termico. Si procederà poi con un intervento generale su tutto lo stabile, che prevede la sostituzione di tutti i serramenti e delle caldaie, il consolidamento delle superfici e la posa di un nuovo rivestimento colorato su tutte le pareti esterne. Non meno importante, l’adeguamento degli ascensori per il superamento delle barriere architettoniche.

L’edificio Ater di Favaro

Dopo la comunicazione del Presidente dell’Ater di Venezia, Raffaele Speranzon, per riqualificare i tre edifici “gemelli” in via Monte Prabello a Favaro, ora tocca anche a quello di via Triestina. Prosegue celermente il programma delle manutenzioni straordinarie dell’Ater di Venezia, un vero piano degli investimenti per tutelare e salvaguardare gli edifici più vetusti del patrimonio immobiliare nella Città Metropolitana.

Il Consiglio di amministrazione dell’Azienda Territoriale di Edilizia Residenziale veneziana ha infatti approvato, con delibera, il progetto di fattibilità tecnica ed economica per la ristrutturazione degli 80 appartamenti Erp dell’edificio al civico 68.

I lavori

Si tratta di lavori, interni ed esterni, alle parti comuni dello stabile e agli impianti, che saranno avviati in due stralci e prevedono una spesa di circa 2,5 milioni di euro. Soldi che saranno anticipati dall’Ater veneziana ma finanziati interamente con fondi ministeriali attraverso la Regione del Veneto.

A fine agosto, in via Triestina, era stato installato l’alto ponteggio sulla parete est che copre tutti i dieci piani dell’immobile e dove, negli ultimi giorni, gli operai hanno iniziato a lavorare. L’intervento finale porterà anche ad un miglior efficientamento energetico ed isolamento termico, l’obiettivo è ridurre le bollette del riscaldamento, per gli inquilini, del 40% rispetto agli ultimi due anni.

“Questo è solo l’inizio – annuncia il presidente dell’Ater di Venezia, Raffaele Speranzon – la nostra intenzione è riuscire a sistemare tutto quello che può essere sistemato, restituendo dignità e decoro agli edifici vetusti del nostro patrimonio, per migliorare le qualità prestazionali degli alloggi e di conseguenza la qualità di vita dei nostri inquilini”.

“Nel 2018 – aggiunge il presidente – è stato difficoltoso reperire fondi per interventi importanti, relativi all’attività di manutenzione straordinaria e recupero del patrimonio che, per la maggior parte, supera i 40 anni d’età e che necessita, al momento della riconsegna da parte dell’inquilino (che avviene in media dopo 20/30 anni), un intervento di ristrutturazione completo per adeguarlo alla nuova normativa abitativa”.

“Intendiamo avviare – prosegue Speranzon– tutta una serie di interventi per sistemare e prevenire le infiltrazioni e i danni causati dal maltempo agli edifici di una certa età. Oggi come oggi le precipitazioni sono sempre più frequenti, per questo abbiamo attivato un servizio di monitoraggio sul territorio che ci dia un quadro preciso sullo stato di salute degli edifici e sulla loro staticità. Visti anche i cambiamenti climatici degli ultimi anni è più che mai necessario calibrare e pianificare le risposte dell’azienda sulle necessità manutentive, in base ai finanziamenti disponibili e a quelli che riusciamo ad ottenere da fondi europei, ministeriali, regionali e attraverso mutui bancari”.

“Proprio questa mattina – conclude il presidente – abbiamo incontrato nella sede dell’Ater i rappresentanti degli inquilini di via Monte Prabello, dove da uno dei tre edifici si era staccato, nei giorni scorsi, un pezzo d’intonaco da un cornicione a causa del forte vento. Abbiamo ascoltato le loro osservazioni e richieste, di cui terremo conto, dove possibile, durante i lavori di riqualificazione ai tre edifici, anche quelli già partiti”.

2,5 milioni per l’edificio Ater in Via Triestina

Il progetto di fattibilità tecnica ed economica approvato dal Cda per il restauro dello stabile in via Triestina è stato redatto dall’Area Tecnica dell’Ater di Venezia e prevede una spesa complessiva di 2.576.100,00 euro per i lavori di manutenzione straordinaria, finanziati dal “Programma di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (art. 4 , D.L. 28.03.2014, n. 47 – L. 23.05.2014, n. 80 – D.M. n. 9908 del 12.10.2015). Linea di intervento b, “interventi di ripristino di alloggi di risulta e di manutenzione straordinaria”.

Con l’approvazione della delibera da parte del Cda dell’Ater c’è ora il via libera alla progettazione definitiva (esecutiva) del secondo stralcio, un vasto intervento di cui sarà incaricato un Rup (responsabile unico procedimento) dell’Area Tecnica aziendale.

L’edificio di via Triestina 68 risale al 1978 e ha una superficie complessiva di quasi 9mila metri quadrati sviluppati in 10 piani: il piano terra è ad uso autorimesse, mentre il piano rialzato è ad uso portico e vani comuni e i restanti 8 piani sono ad uso residenziale con complessivi 80 alloggi abitati.

I lavori sono divisi in due stralci (analogamente a quelli di Via Monte Prabello), quelli del I° sono già in corso, partiti in questi giorni e assegnati a seguito di selezione tra tre imprese, e quindi con incarico per la demolizione e rifacimento del cappotto della parete est.

L’inizio del II° stralcio di lavori è fissato ad aprile 2020, i lavori dureranno circa un anno e la fine è prevista nel 2021.

Il limite massimo previsto dal provvedimento regionale da cui sono stati ottenuti i fondi è invece fissato al 31 maggio 2022.

Gli interventi nell’edificio Ater

L’intervento prevede lavori di manutenzione straordinaria alle parti comuni e agli impianti, e precisamente:

  • Rimozione del cappotto isolante esistente a parete e a soffitto oltre ai rivestimenti acrilici degradati presenti sulle facciate esterne dell’edificio;
  • Rimozione dell’isolamento in lana di roccia presente in copertura in quanto impregnato d’acqua e degradato;
  • Consolidamento delle superfici mediante passivazione, un trattamento che riguarda le parti in ferro (impedisce la ruggine) e ripristini con malte speciali;
  • Posa di un nuovo cappotto isolante sulle facciate e al soffitto del portico (per evitare il ponte termico) realizzato con pannelli isolanti.
  • Rifinitura esterna con rivestimento colorato.
  • Isolamento del manto di copertura mediante pannelli e impermealizzazione con doppia guaina per migliorarne l’efficientamento energetico e relativo risparmio nelle bollette.
  • Sostituzione dei serramenti esterni con serramenti più prestazionali in Pvc.
  • Sostituzione delle caldaie con caldaie a gas autonome a condensazione con eventuale adeguamento delle canne fumarie collettive e opere complementari.
  • Adeguamento degli ascensori esistenti per il superamento delle barriere architettoniche.
  • Altre opere minori di completamento ed accessori ed eventuali adeguamenti per la prevenzione incendi.

In linea generale le opere sono anche rivolte alla riduzione dei costi di conduzione degli alloggi da parte degli assegnatari e dei costi di gestione da parte di Ater. Questo grazie all’adeguamento e miglioramento impiantistico e tecnologico, con particolare riferimento alla prestazione energetica e la riduzione di almeno il 40% dei consumi registrati nell’ultimo biennio da parte degli inquilini.

1 COMMENTO

  1. Abito a Sacca Fisola case 1959/1960 qua stiamo aspettando da almeno una 15 di anni l’inizio del cantiere dei lavori ma a tutt’ora non si e’ visto nemmeno l’ombra di una impalcatura.. Vorrei precisare che queste sono le case piu’ vecchie dell’isola. Sarei grato che il presidente Raffaele Speranzon mi desse una risposta certa a quando l’inizio dei lavori.Grazie.

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