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Cgia di Mestre: “Cresce il PIL grazie all’edilizia”

L'ufficio studi della Cgia di Mestre: "il PIL cresce grazie al settore immobiliare. Ma i consumi delle famiglie italiane sono in calo".

L’Italia è cresciuta nel primo trimestre del 2022. E così il Veneto. A dispetto di tutte le Cassandre che prevedono un tracollo dell’economia. La notizia viene dall’ISTAT che ha rilevato un +0.1 % di PIL, rispetto alla stima di un -0.2 % di PIL. Cos’è accaduto? Ce lo spiega l’ufficio studi della Cgia di Mestre. Secondo questo, la politica del governo tanto criticata ha dato alcuni frutti sul fronte dell’edilizia, ad esempio. E gli investimenti legati al Superbonus hanno contrastato la dura prova a cui la guerra in Ucraina sta costringendo le piccole e medie imprese soprattutto. GUARDA ANCHE: Cantieri: in 6 su 14 non c’erano parapetti sui ponteggi

Daniele Nicolai, Ufficio Studi Cgia di Mestre

“Nel primo trimestre del 2022 il PIL è stato leggermente superiore allo zero. In previsione, invece era un dato che era negativo. Il Prodotto Interno Lordo è quello che esprime la ricchezza del Paese.

Da dove viene questa leggera crescita? Viene soprattutto dal comparto delle costruzioni, collegato a quelle che sono anche le attività professionali del settore immobiliare. In più, viene da quelli che sono gli investimenti, che nel Paese stanno crescendo”.

Il calo dei consumi da parte delle famiglie

Le rose però non vengono mai senza le spine. E per il futuro chi vede nero, continua a vedere nero. Anche perchè ha dalla sua un dato preoccupante: il calo dei consumi da parte delle famiglie.

Daniele Nicolai della Cgia di Mestre spiega: “I consumi delle famiglie italiane sono in calo. Questi sono dati preoccupanti perchè sappiamo che sui consumi è costruita l’economia del nostro Paese, fatta di piccole e medie imprese. Una spirale inflattiva che preoccupava nuovamente sta alimentando fortemente quelli che sono i consumi. E quindi la ripartenza di quello che è tutto un sistema economico.

I prezzi poi sono guidati da quella che è l’inflazione sull’energia e sui beni importati. E stanno già mettendo in ginocchio le nostre imprese. Quindi, le imprese hanno costi troppo alti, faticano a produrre, e in alcuni casi cominciano a non avere più ordini a livello internazionale”.

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