Fabrizio De André
Fabrizio De André, uno dei più importanti cantautori italiani, ci ha lasciato troppo presto, l'11 gennaio 1999.

Molti omaggi a Fabrizio De André oggi, nel giorno del ventesimo anniversario della sua prematura scomparsa, compreso un libro di foto, aneddoti e interviste.

Sono passati vent’anni dall’11 gennaio 1999, il giorno della scomparsa di Fabrizio De André, celebrato oggi da tutti i media italiani e con diverse manifestazioni ed eventi, a partire da Genova, dove sarà ricordato da Dori Ghezzi e dal figlio Cristiano, ma ci saranno anche Gino Paoli, Neri Marcorè, Antonio Ricci, Fabio Fazio, Morgan e Luca Bizzarri, mentre la Premiata Forneria Marconi in primavera tornerà in tour con PFM canta De André – Anniversary, a 40 anni dal fortunato sodalizio con il cantautore.

Una serie di concerti passati alla storia, che univano due mondi apparentemente distanti, da cui Fabrizio uscì con un’attenzione per la ricchezza sonora, soprattutto dal vivo, mai sperimentata prima di allora. Dopo la tragica esperienza del rapimento in Sardegna arrivò, nel 1981, l’album conosciuto come L’indiano, con la toccante Hotel Supramonte, e quindi Creuza de ma – del 1984, per molti il suo capolavoro – un gioiello di world music, grazie al prezioso lavoro di Mauro Pagani, tra la tradizione genovese e i suoni del Mediterraneo. De André ha collaborato poi con il conterraneo Ivano Fossati nel suo ultimo album Anime salve pubblicato nel 1996.

Di estrazione borghese, mal sopportata, a cui si ribellò sin dall’inizio, Fabrizio ha sempre rivolto il suo sguardo poetico alle persone relegate ai margini della società: puttane, assassini, galeotti, zingari, nani rancorosi, contadini rissosi, ladroni, che nel suo universo ritrovavano una dignità negata altrove.

Da segnalare, infine, la pubblicazione di Fabrizio De André. Sguardi randagi (per i tipi della Rizzoli) che raccoglie oltre 300 scatti del musicista, realizzati da Guido Harari, suo fotografo per oltre vent’anni. Ci da la possibilità di vedere immagini inedite, “rubate” dalla quotidianità o dall’ufficialità, accompagnate da ricordi, aneddoti e stralci di interviste dello stesso De André.

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