Stanno Facendo un 48

Cuba messa in silenzio: “ma i reporter dove sono?”

Baroni da voce al popolo cubano in Italia ma i giornalisti rimangono in silenzio di fronte alla rivolta. Perché nessuno ne parla?

In questa nuova puntata di Stanno Facendo un 48, Patrizio Baroni tratta la delicata tematica della situazione a Cuba. Stiamo assistendo ad una controrivoluzione? Ad accompagnarci attraverso questo tema ci saranno alcuni testimoni con amici e cittadini cubani, con cui si tengono in contatto telefonicamente.

Lei è un agente della CIA, è finanziato o pagato dagli Stati Uniti per parlare male di Cuba o ha forse un passaporto americano?

“Ci mancherebbe! Sono un cittadino cubano che vuole libertà per quella piccola isola dei Caraibi. Chi mi dovrebbe pagare per chiedere la libertà del mio paese? nessuno, ve lo confermo io. Fatico a credere che ancora nel 2021 si provi ancora a dire che esistono i mercenari che si vendono e vendono il proprio paese”

Forse i mercenari sono invece i venezuelani che stanno cercando di andare a dare una mano alla polizia militare. Dove sono i reporter internazionali?

“Ce ne sono tantissimi che potrebbero andare ad indagare, noi da cittadini spalleggiamo coloro che cercano la verità. Quindi ribadisco, dove sono? Vi chiedo scusa se sono tanto duro: ho deciso di non far parte della categoria dei giornalisti. Il fatto è che quando è il momento di prendere la penna in mano non lo fanno.

La rivolta è evidente, i social media sono invasi, eppure non mi pare che i giornalisti si stiano facendo sentire, non stanno gridando a gran voce. Utilizzate la vostra saggezza per aizzarvi contro questa propaganda che dura ormai da 60 anni” continua Baroni.

“Da 24H a causa delle proteste civili e libere, è stata tolta luce, acqua e internet proprio perché va tutto bene. Ma se va tutto bene, Signor ambasciatore cubano in Italia mi appello a Lei, perché non ridate internet alla gente che vive là che possa comunicare con le proprie famiglie?  Siamo nel terzo millennio e internet è fondamentale per essere informati ma anche per informare”

Concorda che ci sia un grande problema di libertà a Cuba?

“Sì, mi sono emozionato mentre parlava. Sono di idee socialiste, è importante condividere queste notizie. Volevo intervenire oggi proprio per questo, ora non si tratta di sinistra o destra. Non importa! Ciò che è fondamentale ora è ascoltare la fibra umana e rendersi conto che c’è un popolo che sta morendo in piazza. Persone uccise solo perché cercano di far rispettare i propri diritti. Questo non è più accettabile e chi rimane in silenzio è complice di questo flagello”

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