Pillole di Legge

Separazione tra coniugi: quali sono le regole. Parla l’avvocato

Dalla separazione derivano rilevanti effetti in ordine ai rapporti personali, patrimoniali e successori tra i coniugi. Parla l'avvocato Stefano Marrone

“Pillole di Legge” è una trasmissione a cura dell’avvocato Stefano Marrone che va in onda dal lunedì al venerdì alle 19.15, per spiegare ai telespettatori alcuni istituti giuridici e come esercitare i propri diritti. L’argomento di oggi è la separazione tra coniugi.

Separazione tra coniugi: i due scalini dell’ordinamento italiano

Il nostro diritto, l’attuale ordinamento italiano, non è come quello di altre nazioni europee che prevedono praticamente un solo scalino per la divisione dei coniugi e fanno direttamente il divorzio. Da noi, invece, ce ne sono due di scalini: il primo è la separazione che mette in quiescenza praticamente il rapporto matrimoniale, il quale poi viene tagliato definitivamente soltanto con un successivo giudizio che si chiama “divorzio”.

Di che cosa si occupa fondamentalmente la separazione dei coniugi come istituto? Di regolare tre aspetti fondamentali: primo, il regime delle visite ai figli se sono minorenni, secondo la casa coniugale, a quale dei due coniugi va attribuita e terzo, stabilire anche un assetto economico conseguente alla rottura del matrimonio e alla fine della convivenza.

Sotto il primo profilo dobbiamo dire che nel nostro ordinamento c’è assoluta parità tra la donna e l’uomo. Non c’è nessuna preferenza per alcuno. Quindi l’uomo e la donna sono esattamente uguali. Ovviamente vi sono delle differenze ordinarie nell’ambito dei rapporti tra uomo-donna. Normalmente accade che il marito sia più occupato della moglie sul suo lavoro, sulle sue attività professionali e così via.

La custodia dei figli e l’aspetto economico

Quindi tradizionalmente la custodia dei figli è sempre stata affidata alla moglie. Ma non è che questa sia la regola assoluta nel senso che il nostro diritto prevede che il coniuge che può stare maggiormente con i figli, che può avere maggior tempo per seguirli, può averli in custodia principale. Quindi non è detto che sia necessariamente la donna. Sotto il profilo economico la situazione patrimoniale che vi era prima del matrimonio dovrebbe andare avanti anche successivamente.

Questo significa quindi che l’assetto patrimoniale, il quale comprende anche l’immobile coniugale, dovrebbe essere mantenuto tale e quale. Ciò che avviene nella maggior parte dei casi è che la custodia dei figli avvenga prevalentemente a favore della madre e che la casa coniugale vada di conseguenza cioè venga assegnata prevalentemente alla signora.

Separazione coniugale: modo consensuale vs modo giudiziale

Ora, quello che volevo sottolineare in questo intervento, è che vi sono fondamentalmente due modi di separarsi in tribunale: o vi è il modo consensuale o vi è il modo giudiziale. Nella separazione consensuale non c’è una sentenza di separazione ma c’è una omologa perché il tribunale recepisce quelli che sono gli accordi tra i coniugi.

Quindi se i coniugi sono così intelligenti da stabilire che non possono più vivere tra loro e regolano quindi l’affidamento dei figli in modo condiviso perché l’affidamento condiviso è la regola assoluta, regolano le visite dei figli da parte del coniuge che non ha l’abitazione prevalentemente con loro, regolano il rapporto economico tra il genitore che esce da casa e i figli ed eventualmente anche l’altro coniuge, se non ha adeguate fonti e sostanze proprie, hanno sostanzialmente già risolto il problema del tribunale, il quale si limita a omologare cioè esprimere un giudizio di legalità sull’accordo che i coniugi hanno già raggiunto.

Quella è la situazione che mi consento di raccomandare a tutti perché evita grandi spese, evita fatiche, evita impegno sia personale sia anche processuale. Nella separazione giudiziale, invece, questo non accade cioè i coniugi non sono d’accordo e cercano ciascuno di avere ragione più dell’altro in tribunale. Questa si fa con un ricorso contenzioso. Poi il giudice assegna dei termini per la costituzione, deposito documenti ma è il tribunale che decide quali sono le condizioni adatte per i coniugi.

Non si tratta più di un accordo che viene recepito ma di una “imposizione”, di una disposizione che il tribunale impone. Vada bene o non vada bene, poi sarà quello che ha deciso il tribunale. Certamente bisognerebbe affrontare i problemi che riguardano la famiglia con grande responsabilità. Quindi cari genitori, quando decidete di separarvi, pensate prima ai figli e poi ai vostri interessi personali.

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