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Porto di Venezia: persi 120mila dollari il giorno del Mose

Sabato scorso sono rimaste bloccate al largo di Venezia dieci navi: è andata persa mezza giornata di lavoro ossia 120 mila dollari.

Non c’è pace per la diga mobile. Che sarebbe stata sempre un costo ingente si sapeva, dato che si parla di 300 mila euro ogni volta che la si dovrà alzare. Che si sarebbero stati problemi di convivenza con il traffico delle navi, pure. Quello che non era chiaro era quanto avrebbe perso il porto di Venezia ad ogni funzionamento del Mose. Ebbene ora lo si sa.

Porto di Venezia

Sabato scorso sono rimaste bloccate al largo di Venezia dieci navi: è andata persa mezza giornata di lavoro ossia 120 mila dollari. Altri due scafi dopo l’abbassamento della paratoie alle 16,30 hanno dovuto attendere il giorno dopo.

Le organizzazioni sindacali del porto hanno fatto due conti e ci sono i margini, dicono, per ridurre le perdite. Se sabato le paratoie fossero state alzate quattro ore, anziché nove, per il porto i danni sarebbero stati minimi.

Il mose

Le 78 paratori sono state alzate quando la marea era a 78 centimetri sul medio mare e dunque sono state abbassate quando l’acqua è tornata a quel livello per evitare un flusso e riflusso di acqua nel centro storico pericoloso per le strutture murarie.

Secondo i sindacati si sarebbe potuto cominciare ad alzare a 110 centimetri ossia con piazza San Marco allagata, ma il resto della città sarebbe rimasta all’asciutto e le navi avrebbero fatto a tempo a passare.

Il progetto complessivo prevede barriere di cristallo per proteggere la basilica. La scelta dunque in futuro sarà politica  l’alternativa è il porto off shore o l’allargamento della conca di navigazione di Malamocco, perchè seppure costata oltre 600 milioni di euro è pensata per navi da 280 metri, mentre noi dobbiamo fare entrare navi da 300 metri

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