Migranti sfruttati a 3 euro all’ora e costretti anche a 11 ore consecutive nella raccolta dell’uva e nella potatura. I carabinieri di Venezia Padova e Rovigo sono partiti dalla denuncia di di due cittadini stranieri, stremati dal lavoro sfibrante e dalla condizioni disumane a cui erano costretti. Le forze dell’ordine hanno scoperto quattro cittadini marocchini che sfruttavano 13 connazionali nelle campagne del triangolo Patreve. Per i quattro caporali è scattato l’obbligo di dimora per Associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro clandestino.

Migranti sfruttati

Le indagini hanno accertato che i migranti che venivano impiegati nei vigneti, alcuni dei quali senza permesso di soggiorno. Lavorano senza alcun dispositivo di protezione individuale. Erano inoltre sprovvisti di qualunque protezione assicurativa o previdenziale. Di fatto “fantasmi” a servizio della produzione vinicola locale.

Inoltre, esasperati dal lavoro sfibrante e dalle condizioni inumane a cui erano sottoposti. Chi si ribellava veniva picchiato. Vari sono stati gli accessi al pronto soccorso, mentre altri, vittime di incidenti sul lavoro, erano costretti a tornare al lavoro il giorno dopo con fasciature ed ecchimosi.

Gli stranieri impiegati non hanno avuto il coraggio di parlare perché speravano di ottenere il permesso di soggiorno, visto che molte delle vittime sono clandestine.

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