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La mostra di Alessio Schiavon, tra arte e memoria

La mostra di Alessio Schiavon a Palazzo Santo Stefano a Padova, aperta al pubblico fino al 5 maggio, commemora il bombardamento del '44, esplorando l'evoluzione artistica del pittore

“Il linguaggio universale dell’arte, alfabeto dell’anima” di Alessio Schiavon, non è soltanto espressione di una poetica personale. Si inserisce con discrezione nel racconto della grande storia, rievocando il rovinoso bombardamento americano del ’44 che ridusse in frammenti gli affreschi di Andrea Mantegna nella Cappella Ovetari, agli Eremitani di Padova.

Commemorando il passato nella mostra di Alessio Schiavon

Le parole di Alessio Schiavon: “Ci sono 75 opere, molte delle quali, fatte in occasione di questa mostra. Questo evento è stato dedicato all’80° anniversario del bombardamento da parte degli alleati nella città di Padova”.

“Ho fatto dei tricolori, dei papaveri che hanno significato storico molto importante per quanto riguarda i caduti nei campi di battaglia. C’è anche una parte antologica, molto coreografica, proprio grazie a queste prestigiose statue che sono state installate qui”.

L’esposizione è divisa in due parti, una antologica, l’altra storica

La mostra, curata da Marina Sonzini, si divide in due sezioni. Al piano nobile di Palazzo Santo Stefano, sede della provincia di Padova, e nel sottostante bunker antigas, trasformato in museo dove l’allestimento trova una fortissima connessione con le opere.

Marina Sonzini, curatrice della mostra: “Ci sono 75 opere in esposizione. Una parte della mostra è antologica di questo pittore padovano e la parte, invece, ambientata nel rifugio antigas del museo della seconda Guerra Mondiale, racconta i bombardamenti su Padova del 1944”.

L’evoluzione artistica di Alessio Schiavon e le influenze di Mario Schifano

“Questa mostra nasce dopo una prima mostra di Schiavon, avvenuta due anni fa in questo stesso palazzo. Era una bipersonale, dove lui fu accostato alle opere del grande maestro Mario Schifano. Questa volta, invece, abbiamo voluto raccontare un percorso artistico che descrive l’evoluzione di questo pittore e passa attraverso la storia. Storia che lui ha già raccontato a Cassino e all’Abbazia di Montecassino, nei mesi di febbraio e marzo, appunto nell’80° anniversario dei bombardamenti. Adesso lo raccontiamo a Padova perché credo che la memoria storica sia estremamente importante per le generazioni che verranno”.

Sonzini conclude: “Alessio predilige l’olio su tela, quindi, le opere sono oli su tela. Ha mediato, dalla lezione di Mario Schifano, una serie di cose che possono essere: le gocciolature, le spatolature. Poi, le ha fatte proprie e le ha trasformate in un linguaggio che è fatto di queste sue corolle, che non sono fiori ma in qualche modo emozioni, sentimenti e anime che diventano, a seconda dei momenti, velature, connessioni, galassie descrizioni di luoghi, descrizioni di emozioni”.

La mostra dell’artista Padovano, Alessio Schiavon, è a ingresso libero e sarà visitabile a Palazzo Santo Stefano fino al 5 maggio.

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