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Grandi navi: stop a settembre e si riparte da Marghera

Allarme rientrato sullo stop alle grandi navi in bacino dopo che era circolata la voce di una fermata definitiva fino al 2022. Mario Draghi sta accelerando in questi giorni per predisporre definitivamente il trasferimento del terminal a Marghera il prossimo anno

La decisione di stop alle grandi navi, in realtà, riguarda soltanto le due settimane che contengono i giorni del vertice, dall’8 all’11 luglio.

Navi da crociera programmate e terminal provvisori

Fino a settembre, saranno lasciate partire 24 navi. Da ottobre, il traffico si fermerà fino al 2022, quando entrerà in funzione l’attracco di Marghera. Faranno da terminal passeggeri temporanei il Vecon e il Tiv, che in questo momento ricevono container. Poi dovrebbe arrivare il porto offshore. Intanto, però, le navi raggiungeranno le nuove banchine attraverso il canale dei petroli. Ne ha parlato Andrea Tomaello oggi a margine della visita di Salvini a Mestre.

Andrea Tomaello parla delle grandi navi

“Quest’estate ci saranno 20/25 navi e ormai passeranno per il canale della Giudecca. Abbiamo aspettato 9 anni, quindi aspettare 2 mesi non cambia niente.

Dalla prossima stagione crocieristica si inizieranno a mettere a posto i terminal provvisori Tiv e Vecon, come era stato stabilito nel primo comitato di settembre scorso. Metteremo lì le navi, in attesa di costruire il terminal al canale industriale nord. Ci vorrà un anno o un anno e mezzo, dicono”.

Il cronoprogramma

Questo è il cronoprogramma su cui sta lavorando febbrilmente Mario Draghi. 142 milioni di euro sono già disponibili da investire nel terminal del canale nord nello scavo del Vittorio Emanuele. Questo è attualmente profondo 7. Arriverà a 11m per far arrivare le navi più piccole alla Marittima, nel risarcimento di Venezia terminal passeggeri e nella cassa integrazione degli addetti, costretti a fermarsi da Settembre.

Le notizie sono uscite in queste ore perché Draghi avrebbe deciso per uno scatto in avanti in vista del G20. Ha deciso di venire a Venezia al cospetto dei potenti con una decisione definitiva per ridare un po’ di immagine ad un Paese che sembra non voler decidere su nulla.

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