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Eraclea: la sindaca dice no all’immagine del comune associata alla mafia

La sindaca di Eraclea non ci sta a vedere sporcare l'immagine del comune con l'etichetta mafioso, dopo l'inchiesta della procura di Venezia che ha portato a decine di arresti nel territorio, soprattutto in vista dell'apertura della stagione balneare e affida ai giornali il messaggio

Eraclea torna a battersi per togliersi di dosso la nomea di comune mafioso. Lo fa all’indomani della sentenza emessa dalla Corte d’Appello di condanna per i 25 imputati per il maxi blitz della Procura di Venezia del febbraio 2019 che hanno scelto il rito abbreviato.

Eraclea

La sindaca, Nadia Zanchin, ha affidato la sua arringa difensiva del territorio alle pagine del gazzettino. Ha dichiarato che ‘il Comune non è costituito da mafiosi e che l’ente locale non è stato sciolto dopo i controlli effettuati’. Ha continuato il Primo Cittadino. ‘Gran parte delle persone arrestate non sono di Eraclea. Per altri ci sono provvedimenti in corso’.

Clan dei Casalesi

Infatti quelli che gli investigatori accusano di essere i capi del Clan dei Casalesi hanno scelto il rito ordinario e dovranno attendere la fine del 2022 per conoscere la sentenza. Vien da pensare che le condanne emesse con rito abbreviato non facciano presagire esiti diversi per chi ha scelto il rito ordinari e che dunque sarà difficile per il comune rifarsi il look.

Soprattutto per i timori espressi da Vittorio Zappalorto quando ha chiesto nella sua relazione al ministero degli interno lo scioglimento per mafia del comune. nella comunità, avrebbe scritto, continuano ad operare parecchi parenti e amici degli indagati.

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