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Alessandro Rizzante: un piano per rilanciare la ricettività alberghiera a Jesolo

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Alessandro Rizzante presidente dell’Associazione Jesolana Albergatori: “tagliare oneri di urbanizzazione e tasse per chi in veste”

“Ecco come rilanciare concretamente la ricettività alberghiera e con essa il turismo e il lavoro che ne consegue”. Così il presidente dell’Associazione Jesolana Albergatori, Alessandro Rizzante, ha accompagnato le osservazioni al Piano per l’Assetto del Territorio (Pat), approvate dal Consiglio Aja e presentate in Comune. “Proposte volte ad inserire le strutture ricettive alberghiere – spiega Rizzante – in una operatività legata alle possibili azioni sinergiche da sviluppare in sintonia con la Città Metropolitana e consentire così al comparto di intravvedere la possibilità di una reale destagionalizzazione finalizzata ad una crescita (anche occupazionale), della quale ne beneficerebbe l’intera comunità. Aja ha individuato alcuni punti considerati imprescindibili da inserire nel Pat. Tra questi, ecco i più rilevanti.

Liberalizzazione dei cambi di destinazione d’uso.
Il Pat così come presentato dall’Amministrazione comunale prevede di consentire (per le strutture non fronte mare) il cambio di destinazione d’uso ad un numero massimo pari al 2% del totale. “Si propone di mantenere il vincolo alberghiero sulla sola fascia fronte mare e lasciare l’opportunità a tutte le strutture con meno di 25 camere o 50 posti letto di valutare anche il cambio d’uso in residenziale in aggiunta alla possibilità di mantenere l’attività alberghiera in cambio un significativo aumento di ricettività”.

Esenzione da oneri di urbanizzazione e ridurre le imposte
“Si ritiene fondamentale una politica di incentivi non solo volumetrici ma anche economici per non appesantire delle operazioni già difficili da affrontare”.  In concreto: esenzione dal pagamento degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria per gli interventi di ampliamento che non comportino aumento del carico urbanistico, ovvero realizzazione di servizi o ampliamento delle camere senza aumento di ricettività; al fine di incentivare gli interventi di riqualificazione delle strutture alberghiere, dovrebbe essere valutata una significativa riduzione delle imposte comunali sugli immobili per i primi 3/5 anni dalla fine della ristrutturazione.
“Se a prima vista questo potrebbe apparire un sacrificio per le minori entrate – spiega Rizzante – si intravvede, invece, un vantaggio ben più consistente per l’ente pubblico, in ragione del fatto che gli incentivi favorirebbero la riqualificazione e questa, a sua volta, fungerebbe da volano per generare maggiori entrate”.

Riduzione del numero di posti auto obbligatorio
Si propone di abbassare lo standard, portandolo (solo sull’ampliamento) da un posto auto per camera a due posti auto per tre camere. “Nel mercato odierno – spiega la proposta il presidente Aja – l’auto non è più l’unico mezzo di trasporto ma, sempre più spesso, i nostri ospiti arrivano con mezzi collettivi (autobus), o con l’aereo, il treno e in taxi.

Rizzante ha comunque ribadito che, per vedere veramente concretizzate le scelte contenute nel Pat, aiutando così gli imprenditori ad avviare i necessari interventi di riqualificazione, c’è la necessità di velocizzare i tempi di approvazione del Piano degli Interventi e, nel contempo, istituire una apposita Conferenza dei Servizi, all’interno della quale vi siano tutti gli organismi ed enti chiamati a dare delle risposte celeri.

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