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Segrè: l’Italia spreca mezzo punto di PIL in cibo

L’agroeconomista Andrea Segrè presenta il suo nuovo saggio in anteprima a San Donà al Festival TerrEvolute - Festival della bonifica

L’Occidente è alle prese con il calo del reddito e il resto del mondo con la carenza di cibo. Serve una nuova coscienza che va tradotta anche nel non sprecare risorse alimentari. Andrea Segrè, agronomo ed economista italiano, ordinario all’Università di Bologna, è il fondatore della campagna pubblica di sensibilizzazione “Spreco Zero”

Contro la crisi alimentare stop allo spreco di cibo

Una parte del mondo ha sempre più fame. La pandemia e la guerra in Ucraina hanno accentuato le disparità alimentari e l’emergenza cibo. Per sfamare tutti, superando queste e future crisi, c’è una soluzione: sviluppare una “coscienza alimentare”.

Ogni persona che ha la fortuna di abitare in quella parte del mondo che di cibo ne ha – o ne ottiene – a sufficienza, deve essere consapevole di ciò che mangia, e soprattutto di ciò che spreca. Una nuova coscienza che va tradotta in atti concreti, capaci, messi insieme, di garantire a tutti il cibo, la sicurezza alimentare.

Andrea Segrè ospite a TerrEvolute

A mostrare come tutto questo si può fare (e l’importanza di farlo) è Andrea Segrè, agronomo ed economista italiano, ordinario all’Università di Bologna, fondatore della campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero e dell’Osservatorio Internazionale Waste Watcher. Segrè è stato l’ospite d’onore di “Zero Waste Talk” a San Donà di Piave, per TerrEvolute Festival della bonifica (www.festivaldellabonifica.it).

L’ agroeconomista ha illustrato il suo ultimo saggio, appena uscito per Castelvecchi “L’insostenibile pesantezza dello spreco alimentare – Dallo spreco zero alla dieta mediterranea”, a cura di Davide Girardi (collana Arca, pp 92 Euro 11,50). Lo ha fatto con l’aiuto di Ale & Franz. Il duo comico – dopo aver presentato sul palco del Festival uno sketch a tema sostenibilità ambientale e alimentare – ha dato vita allo spazio di riflessione, dialogando con Andrea Segrè. Questo ha presentato in anteprima il suo ultimo, quanto mai attuale, libro, accendendo i riflettori del festival TerrEvolute sullo spreco alimentare, e non solo.

L’attività di ricerca

Andrea Segrè ha riunito le ricerche portate avanti pionieristicamente nell’ultimo ventennio, prima con Last Minute Market, spin off dell’Università di Bologna e riferimento europeo per la prevenzione e il recupero a fini caritativi degli sprechi di cibo, poi attraverso la campagna Spreco Zero. L’attualità, giocoforza, è entrata prepotentemente nelle riflessioni dello studioso bolognese: un intero capitolo è dedicato alle conseguenze della crisi agroalimentare globale, legata al conflitto in Ucraina e alle soluzioni possibili per affrontare e superare queste criticità

Sviluppare una coscienza alimentare

“Il patto degli italiani col cibo è forse una delle conquiste più significative del lockdown della primavera 2020 e dei mesi invernali di distanziamento: si spreca ancora, ma in quantità minori. Tuttavia, oggi che le disparità alimentari mondiali sono aumentate come conseguenza dell’emergenza pandemica e sono destinate a peggiorare a causa del conflitto fra Russia e Ucraina, è quanto mai importante sviluppare la nostra ‘coscienza alimentare’ e impegnarsi nel concreto affinché l’alimentazione sana e sostenibile diventi un diritto fondamentale per tutti gli abitanti della terra”, spiega Segrè.

I dati del Waste Watcher

I dati raccolti dal Waste Watcher, International observatory on food and sustainability, danno la dimensione di quanto ci sia da fare. Negli ultimi 7 giorni, nelle famiglie italiane, lo spreco individuale di cibo è stato di 529,3 grammi. La top 5 degli alimenti più sprecati vede in testa alla classifica la frutta fresca, con 32,4 grammi buttati (sul totale individuale a sette giorni). Poi le insalate (22,8 grammi), il pane fresco (22,3 grammi), la verdura (22,2 grammi), infine cipolle, aglio e tuberi (21,8 grammi). Altrove va peggio: 672,6 grammi lo spreco di cibo individuale negli ultimi 7 giorni in Russia; 836,2 grammi in Spagna; 949,3 grammi nel Regno Unito; 1081,4 grammi in Germania; 1144,1 grammi in Canada; 1153,8 grammi in Cina; 1403,1 grammi negli Stati Uniti.

Quattro azioni per la sicurezza alimentare

Nel contesto attuale per ripristinare le condizioni basilari di sicurezza alimentare servono quattro azioni. La prima: ottimizzare la produzione in relazione a tutti i fattori (suolo, acqua, energia, fertilizzanti, antiparassitari) e ai prodotti, occupando tutta la superficie agricola utilizzabile con la maggiore biodiversità possibile. Basta cementificazione, inutile e costosa, e misure di politica agraria che pagano gli agricoltori per non coltivare. La seconda: diversificare le fonti di approvvigionamento e sostituire i prodotti e gli ingredienti. La terza: contrastare la perdita di diversità degli alimenti che compongono la nostra dieta. Quante specie di cereali non mangiamo più?”.

Infine, “ma sarebbe da fare come prima cosa: azzerare lo spreco alimentare e adottare un regime alimentare biodiverso com’è la nostra Dieta mediterranea”, afferma Segrè.

Lo spreco domestico in Italia

Sempre secondo Segré “solo lo spreco domestico in Italia vale 7 miliardi di euro. Vale a dire mezzo punto di PIL. Se prendiamo tutta la filiera arriviamo a 10 miliardi. Questo ci fa capire che il 70% di quello che viene gettato via – dalle aziende agricole, fino al consumo extra domestico – sta proprio a casa nostra. La prima azione da fare, quindi, è quella di diminuire gli sprechi a livello domestico”.

‘Fame zero’

La quinta edizione di TerrEvolute – Festival della Bonifica ha affrontato con numerose tavole rotonde l’argomento ‘Fame zero’ come indicato tra gli obiettivi di Agenda 2030, che TerrEvolute ha adottato come mappa di riferimento per un confronto e dibattito scientifico ad hoc alla presenza anche delle istituzioni.

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