La Voce della Città Metropolitana

Renzo Mazzaro: no-vax, Zaia e il Mose

Renzo Mazzaro con le notizie della settimana. Oggi ci parla di no-vax, la giornata della memoria, il Mose e Luca Zaia.

Eccoci qua con Renzo Mazzaro, il nostro investigatore. Diciamo che indaghi per qualcuno. “Si, io non ho come James Bond sua maestà ma ho te. Mi devo accontentare.”

Hai TeleVenezia che ti incarica in questo caso.

Renzo Mazzaro: “Questa settimana è la settimana per la votazione del Quirinale, ne abbiamo viste di tutti i colori. Adesso, mentre stiamo parlando c’è una candidata del veneto, chissà come finirà, io non mi voglio assolutamente lanciare in previsioni. Mi piace pensare che noi veneti abbiamo grandi elettori che sono: il presidente della giunta Regionale Luca Zaia, il presidente  del Consiglio Regionale Roberto Ciambetti e il capogruppo del PD Giacomo Possamai si chiama. Nello sconcerto di tutti i nomi che sono girati fino a questo momento, quindi nella confusione piuttosto evidente che c’è tra i partiti, si sono moltiplicate le battute e le barzellette, le vignette nei social. una di queste ha preso di mira il presidente Luca Zaia. E’ un fotomontaggio, si vede il presidente mentre depone nell’urna la sua scheda ma l’urna non è quella del voto è una damigiana di vino.”

L’ho vista, l’ho vista.

Renzo Mazzaro: “Ora com’è o come non è, questa vignetta è stata pubblicata ieri dal giornale di Vicenza. E’ stata scambiata per la votazione vera ed è dunque comparsa nel giornale cartaceo. Il tutto sotto la didascalia ‘Il presidente del Veneto, Luca Zaia, esprime il suo voto’. Se volete ve la faccio vedere, non so se si vede.”

Ci sono caduti insomma.

Renzo Mazzaro: “Si perchè è un’edizione che secondo me rischia di diventare storica. Naturalmente è stato un errore e il giornale si è subito scusato. Però è uno sfondone senza precedenti titolava oggi ‘Libero’. Fa venire in mente un altro clamoroso errore sta volta fatto dal Gazzettino ma moltissimi anni fa. Era l’inizio del ‘900 quando a Venezia venne in visita la regina Margherita e Il Gazzettino titolò: ‘Il sindaco di Venezia bacia la mano alla regina Margherita’. Solo che per un maledetto refuso nella parola mano le vocali sono state cambiate di posto. Uno sconquasso tremendo. Ovviamente il responsabile fu licenziato in tronco. Non so come finirà la cosa al giornale di Vicenza. Io però non vorrei essere al posto di chi ha fatto l’errore.”

Ma sai, io penso che qualcuno abbia detto ‘Zaia è talmente preso dalla promozione del vino del Veneto che si è portato la damigiana a Roma.

“Ma sicuramente chi ha inventato la vignetta pensava questo ma era in tono irrisorio. Certo che pubblicarla sotto la didascalia ‘Il presidente del Veneto Luca Zaia esprime il suo voto’ non era esattamente un’operazione di cronaca. Non si sa che reazione abbia avuto Luca Zaia, da quanto so ha fatto finta di niente. Speriamo almeno che porti fortuna.”

Sicuramente sai. Sicuramente porta fortuna al mondo del vino. Sono sicura.

Renzo Mazzaro: “Al mondo del vino di sicuro magari al presidente e magari anche al futuro presidente della Repubblica, chi lo sa. Comunque questa settimana cambiando registro è stata anche la settimana della memoria con la Shoah. Shoah è una parola ebraica che vuol dire ‘ tempesta devastante’. Era il ricordo dell’olocausto e dello sterminio dei 6 milioni di ebrei. Ora la cosa vergognosa che si è vista, sono state manifestazioni di no-vax che si definiscono vittime come gli ebrei nell’olocausto.

A Resana che è un comune in provincia di Treviso l’ex sindaco si è presentato alla manifestazione con una tuta a righe come i deportati nei lager. A Belluno ci sono stati manifestanti che distribuivano volantini con la Stella di Davide, fatta equivalere al Green Pass. Solo il coraggio dell’ignoranza può portare all’equivalenza vaccino anticovid uguale a camera a gas o forni crematori. Chi è stato ad Auschwitz o comunque nelle o nei posti in cui si sono consumati questi eccidi non può confondersi. Ecco io non ho altre parole.

Renzo Mazzaro: “Fra le tante storie che si sono citate in questi giorni io ne voglio ricordare una minore perchè ogni tanto riaffiorano. sono elementi, schegge di avvenimenti di tante storie che dormono sepolte. La cosa che voglio ricordare riguarda un operaio che abitava ad Abano, uno che lavorava nelle cave di Trachite nei Colli Euganei, e nell’ottobre del 1944 viene denunciato dai fascisti perchè non voleva iscriversi al partito fascista. Lo accusano di essere lui quello che aveva rubato degli esplosivi dalla cava. Lo consegnano alle SS, viene incarcerato. Sta in carcere Due Palazzi di Padova per un paio di settimane e poi scompare. solo molti anni dopo la fine della guerra i suoi parenti vengono a sapere che è morto a Mauthausen. Però non si sapeva nulla dei particolari. Soltanto nel 2003 un suo nipote che va in visita a Mauthausen, grazie ad una guida che lo aiuta, riesce a rintracciare nei registri il nome del nonno con il numero di matricola. Soltanto nel 2003 questa storia si chiude. Storia minore ma si fa per dire minore.”

Si fa per dire e questo spiega anche perchè non si possano fare dei parallelismi tra i no-vax e il Green Pass. perchè quel tipo di persecuzione veramente violava tutti i diritti civili e umani possibili, no?

“Soltanto quelli che non conoscono la storia, che non hanno visto i posti fisici o nemmeno le documentazioni che pure esistono di persone caricate come animali trasportai in zone di distruzione. Neanche con gli animali si fa cosi.”

No ma io vado oltre. Io parlo proprio anche di come si è disposto della loro morte. Perché ucciderli, già questo è gravissimo, ma anche decidere sulle modalità della morte tra l’altro, disponendo di loro come di carne, neanche umana.

“Ma certo. Recuperando i denti e recuperando gli occhiali, i capelli per farne materassi. Delle cose disumane. Io cambierei subito registro rimanendo comunque in un versante un po’ malinconico. Ho letto un bellissimo servizio sul Gazzetino di questa settimana. era un viaggio nelle mercerie di Venezia. L’autore parla con i commercianti ed è una ricostruzione, ripeto, molto malinconica; perché le mercerie che sono sempre state il cuore di Venezia, dello shopping, sono bersagliate da chiusure. Uno di questi commercianti che diceva, il tramonto di Venezia si vede dal fatto che qui una volta giravano in campo i ragazzini, era pieno di voci, andavano a scuola, si rincorrevano. Adesso passa si e no qualche vecchietto.

Renzo Mazzaro: “Allora, appena ha letto questo servizio, l’assessore all’economia al commercio di Venezia, Costalonga, è andato a controllare dentro i dati del municipio. Han scoperto si che in un anno hanno chiuso 99 negozi di vicinato a Venezia. Ma la cosa bella è che ne hanno aperti altri 99 sempre negozi di vicinato. Si aveva chiuso un fornaio e se ne aveva aperto un altro. Diciamo che sono stati pareggiati i conti. Non solo. Ma a Mestre, hanno chiuso 69 negozi di vicinato ma ne hanno aperti 76. e anche nelle isole ne hanno chiusi 7 e ne hanno aperti 17. Quindi diciamo, non è soltanto malinconia.”

Mazzaro, questo la dice lunga sulla voglia dei veneziani in particolare, degli italiani, di emergere, di non fermarsi.

“Certamente. Molto importante per Venezia che è data come città avviata, malinconica, sul tramonto. Anche perché sul Mose, avrai letto. Questa settimana ho visto che qualcuno ha fatto i conti sulla grande opera e quando finirà. Soltanto per citare, doveva finire nel 2010, poi nel 2014, poi nel 2018, 2019; adesso deve finire nel 2023 a settembre. Ora, sempre se ripartono i lavori perché in questo momento i lavori sono bloccati.”

Da 6 mesi in particolare perché il consorzio Venezia Nuova è in concordato. Però nel frattempo il Mose ha salvato Venezia per una trentina di volte. magari in esercizio provvisorio pero lo ha fatto.

“Questo è vero però si dovrebbe vedere anche la fine di quest’opera. Fermo restando che la fine vera non la vedremo perché ogni anno bisognerà intervenire. C’è una manutenzione ordinaria che costerà un occhio della testa. Comunque a proposito di statistiche ne ho trovata una che riguarda i lupi. I lupi, nella Lessinia, che è una zona delle Prealpi fra Verona e il Trentino; ci sono tre branchi di lupi censiti. In un anno hanno fatto 108 attacchi predatori e hanno fatto fuori ben 213 animali, tra cui bovini, capre. E questi danni sono costati 170 mila euro di rimborso che ha pagato il parco della Lessinia.”

Beh, a difesa dei lupi posso dire, se trovassimo il modo di sfamarli, forse loro non aggredirebbero gli altri animali, non so.

“Ah ma guarda, restano animali selvatici, se tu cominci a sfamarli, vorresti trasformarli in animali domestici. mi sa che questa operazione non porterebbe lontano. in ogni caso, ti posso servire un altra statistica del tutto diversa. ci sono più di 200 mila persone nel veneto che vivono con uno stipendio inferiore a mille euro al mese. sono i famosi lavori poveri, quelli spesso stagionali. 1 su 4 di questi lavoratori sono giovani sotto i 35 anni. la denotazione che la ripresa che c’è anche nel veneto poggia su lavori precari, su retribuzioni che non consentono di andare lontano.”

Questa si che è davvero una gran brutta notizia Mazzaro.

“Poi ci sono due notizie curiose. Una riguarda una ragazzina che a Vicenza in un negozio di abbigliamento rubacchia e se ne va con 18 perizomi tutti addosso. Naturalmente viene scoperta perché aveva staccato l’antitaccheggio e se ne erano accorti, la fermano e ha dovuto svestirsi e restituirli. Sempre a Vicenza una signora, ho letto, di 99 anni che ha rinnovato la patente di guida. Gliel’hanno data. Ma lei non era cosi sicura, ma era anche serena perché il suo commento è stato: ‘anche se non me la danno andrò in bicicletta’.”

La vera notizia qui secondo me, Mazzaro, è il paese in cui questa signora vive. Perchè bisogna avvertire i suoi concittadini che c’è questa signora che gira a 99 anni con la patente.

“Guarda che se gliel’hanno data, e se va anche in bicicletta, non è cosi cagionevole. E ti prego un po’ di rispetto per gli anziani, E a proposito di questo vorrei chiudere, salutando il presidente Luca Zaia, raccomandandogli di non sbagliare a votare. Bisogna infilare la scheda nell’urna corretta, non nella damigiana di vino.”

Certo, anche perché altrimenti non sarebbe valida.

“Sicuramente! Anche perché una damigiana di vino nell’aula del Parlamento non c’è. Invece vorrei segnalarti che noto che la parola governatore è diventata più rara. Sopravvive molto nelle cronache nazionali ma nei giornali locali sta scomparendo.”

Beh fantastico! Il nostro James Bond Mazzaro è riuscito in questa impresa incredibile.

“Forse stiamo incidendo.”

Vuol dire che ci sei riuscito. Grazie Renzo Mazzaro, alla prossima.

“Grazie a voi, alla prossima settimana.”

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