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Piogge abbondanti preoccupanti: parla Zaia

Date le intense piogge, il Presidente Luca Zaia del Veneto annuncia l'apertura di nuovi bacini, difese idrauliche per affrontare le allerte e prevenire inondazioni

Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, affronta con fermezza la situazione critica delle allerte arancioni e rosse per le piogge nel Vicentino, Padovano e Veronese. Con orgoglio, sottolinea l’apertura di 13 nuovi bacini idrografici, con altri 10 in cantiere, come risposta alla mancanza di infrastrutture idrauliche dopo la devastante alluvione del 2010.

L’accento è posto sulla prevenzione, con l’apertura di nuovi bacini che proteggono le città dalle inondazioni. Tuttavia, si attende una sentenza sul progetto per il Piave, finanziato dal Governo. La regione si prepara a trovare soluzioni efficaci per affrontare le sfide idrogeologiche future.

Una risposta concreta alle allerte per le piogge: l’apertura di nuovi bacini idrografici

Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto: “Sogni tranquilli non se ne possono fare quando c’è una previsione importante. Allerta arancione e rossa nel vicentino. Va anche a confluire in quel che è il bacino idrografico del padovano e del veronese. Però la sala operativa è aperta.”

“Possiamo anche oggi dire che abbiamo aperto dei bacini che non esistevano, ma che abbiamo realizzato noi. Dei 23 bacini ne abbiamo già realizzati 13, ne abbiamo altri 10 in cantiere. Nel 2010, con la grande alluvione, noi ci siamo resi conto che oltre a non avere modelli previsionali super precisi non avevamo da 80 anni opere idrauliche importanti.”

Il progetto per il Piave: attesa la sentenza del Tribunale delle acque

Oggi possiamo dire che anche in questo caso abbiamo un sacco di bacini a disposizione, ad esempio abbiamo aperto nell’ultima ondata di mal tempo un altro bacino di 3 milione di metri cubi che abbiamo realizzato. Non basta, ma aiuta.”

“Questo permette alle grandi città di non andare sott’acqua. Siamo in una fase in cui bisogna trovare una soluzione per il Piave, d’altra parte c’è il progetto che è stato finanziato dal Governo e per il quale noi siamo stati anche stimolati per iscritto dai governi passati di intervenire. Stiamo attendendo una sentenza del Tribunale delle acque. Quindi cercheremo di vedere in tutta questa foschia quali saranno poi le soluzioni migliori.”

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