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Mose: quale il futuro per le imprese del Consorzio? Parla Sara Moretto

Il Mose continua a far discutere, ora col rischio di fallimento delle imprese che lo hanno costruito. Sara Moretto: "Una questione urgente"

1500 posti di lavoro a rischio, tanto è in ballo se il Mose non viene rifinanziato. Il ministero ha assicurato che i fondi arriveranno ma saranno gestiti dal provveditorato. Il timore è di perdere le maestranze che sanno far funzionare la diga mobile. Ne parliamo con la deputata di Italia Viva Sara Moretto

Le imprese del MOSE a rischio?

Oggi è fondamentale di occuparsi delle imprese che hanno fatto sì che l’impresa del MOSE arrivasse a compimento e funzionasse. Ma ugualmente importante è che queste imprese possano garantire il funzionamento e il mantenimento delle opere. Bisogna far sì che il consorzio Venezia Nuova non affondi.

E’ stato chiesto uno sconto alle aziende sui crediti nei confronti del Consorzio. Proposta inaccettabile per delle imprese già sull’orlo del fallimento.

“E’ stato disegnato il futuro della gestione del MOSE e delle sue funzioni di salvaguardia. Ma per arrivare alla nuova autorità gestionale bisogna far sì che il processo transizionale sia lineare e che le imprese possano concludere l’esperienza col Consorzio senza dover pagare per gli altri” dice Sara Moretto, deputata di Italia Viva.

Chiedere oggi alle imprese questo sconto sui debiti significa far chiudere le imprese. Qualcosa che non ci si può permettere. Per l’indotto occupazionale (1500 lavoratori) e per le competenze acquisite dalle imprese locali.

i fondi gestiti dal Provveditorato: il nodo

I 538 milioni saranno affidati al Provveditorato, che gestisce l’opera da tempo, anche per questioni legate al monitoraggio e alla sua cogestione. I fondi hanno tre diverse destinazioni:

  1. completare il Mose
  2. fare opere complementari
  3. dare contributo alla soluzione del Consorzio Venezia Nuova

“Se entro fine maggio i soldi arriveranno – continua la deputata Moretto – , saranno una boccata d’ossigeno per le imprese. Però è necessario aprire un tavolo fra imprese, commissario per la liquidazione e Provveditorato per trovare una strada che avvii alla soluzione senza lasciare indietro nessuno”.

In parte, quindi, i fondi sarebbero destinati alle imprese per compensare i crediti dovuti dal Consorzio per i lavori svolti.

Cosa succederà al Mose se le imprese non ci saranno più?

“Questa per la città è una priorità. Garantire le imprese significa garantire competenze e funzionalità di un’opera costata fatica e sulla quale non ci si può permettere ulteriori errori” aggiunge.

Come far arrivare la voce dei territori ai Ministeri?

“Una volta che si opera per il territorio presso i Ministeri, conta di più portare gli interessi del territorio che dimostrare una propria appartenenza politica. Io ho portato i dubbi e le incertezze del mio territorio”.

La comunicazione tuttavia, come evidenzia la deputata, è bene che avvenga anche in direzione inversa:” se il Ministero sta lavorando su delle questioni che riguardano i cittadini, è suo dovere farglielo sapere”.

La nuova alleanza Toti-Brugnaro, Coraggio Italia

Sara Moretto: “Non è la prima volta che il sindaco lancia dei progetti che vadano oltre l’ambito comunale – dice -. Sembra che questa sia una mossa per posizionarsi da un punto di vista nazionale, cosa parzialmente già fatta, vedendo le alleanze stabilite nell’amministrazione comunale. Vedremo”.

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