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Miss Italia in onda sul digitale in laguna

"Miss Italia raccontava una donna che non era più rappresentativa della donna attuale. Abbiamo puntato su una serie di punti che vogliamo trasmettere alla Generazione Z, che sono elencabili in quattro valori. L'ecosostenibilità, l'impegno sociale, la diversità e l'inclusività." commenta così Giorgio Squarcia, autore e regista del concorso.

Miss Italia cambia volto di nuovo. Questa volta trasloca sul digitale.  Abbandona l’etere e va a caccia di chi è sempre connesso: la Generazione Z. Quella dei giovani che amano la bellezza, ma non quella mostrata dal corso in 82 anni di attività. Niente più passerelle ma video. Anzi una miniserie di episodi per raccontare le 20 ragazze in gara che saranno giudicate da 20 influencer, psicologi e altre nuove figure con l’obiettivo di far vincere: la ragazza più inclusiva, più impegnata socialmente e che incarna, anche nella scelta dell’abbigliamento l’eco sostenibilità. Deve avere anche però una personalità da essere originale pure nuotando nel mare magnum dei cliché diffusi attraverso i social.

“C’è la necessità di una svolta digitale”

Tutto ovviamente calato nello splendido scenario che offre Venezia. Com’è nata l’idea ce lo spiega Giorgio Squarcia; autore e regista. “Tutto è partito questa estate, quando Patrizia, per capire come fare ad evolvere il suo progetto; ha alzato le antenne e ha capito che forse c’è la necessità di una svolta digitale. Si è rivolta a Francesco Scarner. Lui appartiene a ‘Shaping the future’; una società di consulenza strategica in ambito digitale . Il quale insieme ai suoi ragazzi ha iniziato ad analizzare quelli che fossero gli elementi problematici legati al concorso. Analisi fatte sulle basi di dati raccolti dalla sua squadra, sono emersi quattro elementi fondamentali.”

“Primo elemento che si è scoperto è che Miss Italia raccontava una donna che non era più rappresentativa della donna attuale. Il secondo, e scaturisce dal primo; è che il concetto di  bellezza puramente legato all’estetica, è un concetto che non era più al passo con i tempi. Questo ci porta al terzo elemento, che è che queste domande di cambiamento venivano da una generazione. La cosiddetta Generazione Z; ragazzi dai 18 ai 24 anni. Sono una generazione che molto più delle precedenti, è dirompente. Sono ragazzi che sanno quello che vogliono, credono fermamente in alcuni valori. Valori che sono molto chiari e che si sono delineati molto chiari dall’analisi di ‘Shaping the future’. Sono elencabili in quattro valori. L’ecosostenibilità, l’impegno sociale, la diversità e l’inclusività.” ha concluso Giorgio Squarcia.

L’intervento di Patrizia Mirigliani, patron di Miss Italia

Patrizia Mirigliani si è detta soddisfatta della nuova svolta; ed ha ricordato i tanti cambiamenti dagli anni ’90.

“Negli anni ’90 abbiamo abolito le misure; cosa che gli altri concorsi di bellezza non hanno fatto. Abbiamo ammesso le donne sposate, le mamme. Abbiamo avuto una Miss Italia di colore che ci ha portati a livello nazionale su una ribalta incredibile. Abbiamo ammesso le ragazze con handicap. Abbiamo stoppato le minorenni perché nel contesto in cui facevamo il concorso non erano giuste. Potrebbe esserci un domani un ripensamento, visto che parliamo del digitale; frequentato molto dalle ragazze giovani. C’è stato poi l’arrivo delle curvy; che per me è stato un grande successo. L’inclusione. Abbiamo incluso tantissimi tipi di donne.”

Staff sicuro di conquistare la Generazione Z. Il sindaco, “è solo l’inizio”

Lo staff di Miss Italia è sicuro di conquistare le Generazione Z; anche grazie agli scenari offerti da Venezia. Bellezza dentro la bellezza. Un’idea che ha colto al balzo il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro per celebrare i 1600 anni della città.

“Perchè Venezia è così contenta e così convinta di iniziare questo percorso. Perchè è solo l’inizio questo, non è una comparsata. Io ovviamente parlo per me. Io sono sindaco per altri quattro anni, puntiamo tantissimo su questa collaborazione. Ma perchè sono convinto del cuore di Patrizia. Ormai l’ho conosciuta da diverso tempo. Dietro ci sono dei professionisti veri; dei numeri da paura. Non parleremo solamente all’Italia ma parleremo all’Europa intera. Se vogliamo costruire l’Europa dobbiamo essere noi italiani in prima fila per raccontare cos’è la bellezza; non possiamo farcela scippare da altri. Voglio dire che dietro questa collaborazione, c’è molta sostanza tecnologica, tecnica, molto studio e molta consapevolezza di quello che si sta facendo.”

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