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Jesolo, una giornata dedicata alle tradizioni

Si è svolto il primo "Carioca Day": una manifestazione che ha voluto rievocare le tradizioni e i lavori dei nostri nonni

Appassionati, curiosi e nostalgici delle vecchie tradizioni si sono presentati al primo evento “Carioca Day” a Jesolo, una manifestazione che ha voluto rievocare le tradizioni e i lavori dei nostri nonni. Contadini che utilizzavo i propri attrezzi dei campi grazie alle “Carioca”. Si tratta di uno dei mezzi semplici ma molto funzionali e soprattutto innovativi all’epoca.

Mezzi utilizzati per arare i campi o per spostarsi in zone fangose e, naturalmente, per far fare meno fatica all’uomo. Una sorta di trattori utilizzati per lavorare la terra. A Jesolo quindi, grazie a due appassionati (Cesare e Gianni) si è voluto celebrare questi mezzi, in onore e nel ricordo di chi, nel corso degli anni, sovente li utilizzava.

“Carioche” a Jesolo

La “Carioca” fu il mezzo agricolo che fece le veci del trattore quando il Paese era così povero  malandato che non poteva permettersi di costruire trattori veri e propri e non aveva oro per comprarli all’estero. Conosciute ufficialmente come “derivate” in quanto vennero messe insieme con materiali che all’origine non erano destinati all’agricoltura. Nella nostra regione, in Lombardia e in Emilia Romagna, luoghi della loro maggiore diffusione, le chiamano popolarmente “Carioche”. Eccetto che per la zona di Parma dove ricevettero il nome di “Trattorini” e del ferrarese chiamate “Titine”.

La storia delle Carioche

Tutto ebbe origine verso la metà degli anni Trenta con la guerra d’Etiopia; e si concluse alcuni anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. In quegli anni milioni di agricoltori risposero alla chiamata alle armi. Così facendo lasciarono alle donne, ai vecchi e ai ragazzi il compito di lavorare la terra. E non ce l’avrebbero fatta senza l’aiuto dei meccanici di paese. I quali risposero con qualcosa che non poteva essere classificato “trattrice” secondo i canoni tradizionali; ma che era pur sempre un veicolo in grado di arare alla profondità sufficiente, di muovere trebbie e sgranatoi, di trainare rimorchi.

Veicoli costruiti con ciò che si poteva trovare sul mercato del desueto. Vecchie automobili, camioncini, autocarri e tutto quanto aveva un motore e quattro ruote, venne sezionato, mescolato, cucito e se ne videro di tutti i colori.

“Trattrici derivate”

Le statistiche dell’UMA (Utenti Macchine Agricole), l’ente predisposto a distribuire il carburante a prezzo agevolato, certificarono che, al 31 dicembre dell’anno 1947, le Carioche, definite ufficialmente “Trattrici derivate”, erano 6959.

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