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Marisa Laurito alla Fenice ne “La figlia del Reggimento”

Sentiamo cosa ci racconta Marisa Laurito in scena in questi giorni al Teatro La Fenice di Venezia ne "La figlia del Reggimento" di Gaetano Donizetti. L'attrice napoletana ricopre il ruolo recitato e piuttosto comico de la duchessa di Krakenthorp

Nel mondo dello spettacolo Marisa Laurito è un unicum di versatilità: recita, canta, balla, scrive, dipinge, sempre ai massimi livelli. Così si muove perfettamente anche sul palcoscenico del teatro La Fenice di Venezia, dove interpreta con irresistibile simpatia Madame la Duchesse de Krakenthorp, nella Figlia del reggimento di Gaetano Donizetti.

Le parole di Marisa Laurito:

“E’ la mia prima volta alla Fenice, guardate che meraviglia, chi può essere più felice di me di essere qui in questo teatro prestigioso? Per me è veramente una gioia immensa. Io ho fatto due volte la vedova allegra, ma recitare con questi due registi, anzi un regista e scenografo Barbe e Doucet è straordinario perché sono due visionari.

Quest’opera è meravigliosa, vi consiglio di venirla a vedere, con due cantanti pazzeschi: Mariagrazia Schiavo e John Osborn, due campioni della lirica. La lirica è bellissima, lo dico a bassa voce, perché quando si entra in un teatro così e si ascolta questa musica meravigliosa, è come staccare la spina. Entri in un mondo fatato e per un attimo ti dimentichi di tutto, che non è male”.

Il personaggio della Duchesse de Krakenthorp

“Sicuramente la Duchesse de Krakenthorp è un personaggio comico, lo hanno fatto molti prima di me, anche la Caballé, quindi sono molto fiera di interpretare questo ruolo. Il regista Doucet mi ha dato modo anche di fare una cosa italiana, perchè è ambientato tutto nel ’40, nel dopoguerra. Quindi faccio una canzoncina proprio di quell’epoca.”

“Ha un rito scaramantico prima di andare in scena?”

“Sì, assolutamente: fare con tutti i compagni di lavoro, tenendoci ben strette le mani “Merde, merde, merde!”

Il saluto di Marisa Laurito

“Faccio questo saluto ai veneziani e lo faccio con una gioia perchè ogni volta venire a Venezia è un incanto. Quindi non è che faccio un saluto, abbraccio tutti i veneziani tra le mie braccia, anche se siete tanti. Vi abbraccio tutti e grazie di accogliermi sempre in questo modo così gentile e così amorevole.”

Guarda anche: La figlia del reggimento, comicità e dramma

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