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Gianni de Checchi: al lavoro vestiti per il carnevale 2021

Gianni de Checchi segretario della Confartigianato di Venezia parla in merito alla situazione degli artigianati della città di Venezia e sul carnevale

Vivere le due settimane di carnevale andando al lavoro o a fare la spesa in maschera con costumi low cost. E’ l’ultima idea uscita dal cilindro della Confartigianato di Venezia per muovere il mercato di fatto bloccato, come in un unico lockdown da marzo, nonostante la riduzione delle restrizioni con la creazione delle zona gialle e arancione. Ne parla Gianni De Checchi segretario della Confartigianato di Venezia.

Un carnevale per i cittadini, in maschera per andare al lavoro

In occasione del carnevale che si terra in modalità virtuale, la Confartigianato di Venezia ha pensato di dare una mano alle aziende che si occupano del carnevale e dei travestimenti che stanno indubbiamente soffrendo questo periodo di chiusura e di pandemia. “Abbiamo cercato di dare un po’ di colore, un po’ di festa e di allegria in questo periodo triste. Ci è venuto in mente quindi di fare il Carnevale dei veneziani”.

“Inviteremo i nostri operatori del carnevale a mettere a disposizione di noleggio, ad un prezzo simbolico, i loro costumi e le loro maschere per i veneziani e chi lavora a Venezia. Questo in modo che vadano a lavorare in maschera nel periodo attorno al martedì grasso. Un’iniziativa benaugurale che punta a portare allegria e sorrisi nelle case dei cittadini veneziani”. Queste le parole di Gianni de Checchi per spiegare l’iniziativa che potrebbe essere, secondo il segretario, un’opportunità per cominciare a cambiare un evento che risulta essere fermo da troppi anni.

Artigianati preoccupati dalla crisi di Governo

“La situazione per gli artigiani veneziani è veramente drammatica. La preoccupazione che serpeggia in queste ore riguarda la crisi di Governo aperta in questi giorni. Si ha paura che possa creare una battuta d’arresto per la messa a disposizione dei ristori per le imprese. Importantissimi per una città che vive di fatto solo di turismo e che prevede una perdita di fatturato media per le imprese attorno al 70%, con dei picchi di perdite dell’80-90%”.

Il segretario ricorda poi che, nel centro storico di Venezia, i due terzi degli artigiani sono in affitto. “Abbiamo fortemente spinto l’Assessore Cossalonga a fare un tavolo con l’associazione dei proprietari degli immobili. Da questo incontro è nato un protocollo dal nome “Intesa per Venezia” per arrivare a delle riduzioni degli affitti.” De Checchi continua ricordando come la questione degli affitti sia un problema molto grosso e per alcune aziende può arrivare a rappresentare addirittura il 60% dei costi fissi.

“Oltre a questo è nostro interesse far capire a tutti i proprietari degli immobili che la richiesta di riduzione degli affitti non è solo un vezzo. Tutta la città sta andando in questa direzione. Il proprietario che non concede questa riduzione si deve sentire in errore”.

Calo dell’80% per le attività legate alla vendita

“Chi sta soffrendo particolarmente sono le attività legate alla vendita con una riduzione dei ricavi attorno all’80%. Mentre stanno soffrendo meno tutto quel “comparto casa” legato quindi all’edilizia, attività impiantistica elettrica e idraulica e i tappezzieri. Non stiamo vedendo però grosse chiusure, così come si registra in tutta la provincia. La situazione apparirebbe congelata”. Conclude così il segretario della Confartigianato di Venezia.

Siamo disponibili e pronti a un dialogo con i Musei civici

In conclusione, in merito alla possibilità, paventata da Mariacristina Gribaudi, presidente dei Musei Civici di Venezia, di inserire i prodotti artigiani all’interno dei musei il segretario si è mostrato favorevole e pronto a un eventuale dialogo con l’associazione dei musei.

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