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Federica Sandi: il reinserimento del giovane autistico

Cosa significa per una psicologa essere esposta a rischi? Ci spiega la Dott.essa F. Sandi, segretario dell'Ordine degli Psicologi del Veneto.

In queste ore si pone anche il problema del reinserimento del giovane autistico ospite di una strutture che accoglie disabili a Zero Branco che lunedì ha colpito con un’arma da taglia la psicologa che lo stava seguendo. Come sarà il suo rientro? Ne abbiamo parlato con la psicologa Federica Sandi segretario ordine degli psicologi del Veneto

Dai rischi: come prevenire il pericolo?

Dott.ssa Federica Sandi: “Il rischio è un elemento che lo psicologo deve considerare in tutti i contesti in cui va a operare. Quando si lavora con la disabilità intellettiva o cognitiva, è un rischio che deve essere tenuto ben in considerazione. Bisogna tenere conto del fatto che la persona con disabilità non vuole aggredire qualcuno per farle del male, generalmente, o per creare danno o per rivendicare qualche cosa.

Ma lo fa per chiedere aiuto, per mostrare che sta provando sofferenza, e che è in confusione. Non sa però che, proprio per la disabilità che ha, come risolvere questa difficoltà in cui si trova. Perciò l’aggressione è una richiesta estrema di aiuto.

Lo psicologo può e deve tutelarsi. Gli operatori possono tutelarsi facendo formazione, facendosi sempre delle domande utili per evitare queste situazioni, per far stare la persona in situazioni di benessere. Si intende nella maggior parte del tempo di vita e per quanto possibile. Il datore di lavoro deve inoltre fornire gli strumenti formativi e di contesto per far si che un operatore possa lavorare in sicurezza. L’esperienza dell’operatore poi lo aiuta sicuramente a evitare situazioni difficoltose, che possono creare queste richieste di aiuto, anche aggressive”.

Come affrontare la fase del rientro?

Dott.ssa Federica Sandi: “La fase del rientro è molto delicata per la collega che purtroppo ha subito questa brutta esperienza. Quando una persona con disabilità in un servizio aggredisce un operatore che si occupa di lui, dopo lo incontrerà nuovamente.

Il legame deve in qualche modo essere garantito in modo tale da dare una continuità, che è molto importante. Non è perciò un momento da far passare come esagerato, mostrando troppa importanza, né è un momento da sottovalutare. È un fatto a cui dare il giusto rilievo, da gestire caso per caso, per cucire gli elementi”.

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