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Cleonimo di Sparta contro i Veneti

Cleonimo di Sparta contro i Veneti. Gesta di un antico passato. La rievocazione storica è andata in scena a Camponogara. 50 i figuranti presenti.

A Camponogara è andata in scena la rievocazione di un fatto storico realmente accaduto nel 302 a.c. ovvero la vittoria dei patavini sull’invasore Cleonimo re di Sparta.
50 figuranti hanno ricreato l’antica, spettacolare battaglia raccontata dallo storico Tito Livio.

Cleonimo, duce spartano, dopo aver infelicemente combattuto contro i Romani nella regione salentina, spinto dai venti dell’Adriatico, approdò con la sua flotta ai lidi veneti. Gli esploratori inviati per verificare la situazione del territorio, lo informarono che vi era un sottile cordone litoraneo, poiché oltrepassati gli sbocchi marittimi, vi erano i bacini lagunari e che si potevano vedere, piuttosto vicine, campagne coltivate e, più in fondo, delle alture, i Colli Euganei. Appena fu informato che vi era anche la foce di un fiume profondo, era il Brenta, dove le navi potevano essere messe al sicuro, ordinò che la flotta risalisse il corso d’acqua.

Tuttavia, le navi più grandi non riuscirono a risalire il fiume; allora, fatto passare un considerevole numero di soldati sulle navi più leggere, egli raggiunse tre villaggi popolati. I soldati spartani devastarono e saccheggiarono la zona al margine della laguna veneta, fecero razzia di uomini e di greggi, incendiarono le abitazioni e si diressero verso altri vici. Giunta notizia a Padova, scrive lo storico Livio, subito i patavini decisero di muovere contro il nemico. Divisi in due schiere, si portarono rapidi nei luoghi assaliti e dove avevano preso ormeggio le navi del nemico, sorpresero i soldati, li assalirono, li inseguirono e ne distrussero alcune imbarcazioni.

Cleonimo, vinto dai Patavini, fu costretto a ritirarsi precipitosamente verso il mare, con appena un quinto della sua flotta. Livio racconta, quindi, dei Patavini che combattono per difendere villaggi lontani una ventina di chilometri dalla loro sede e situati alla foce del Brenta, ma non specifica in quale ramo terminale del fiume. L’identificazione, o una precisa ubicazione di questi vici, sono tuttora discusse. Considerando che nel basso medioevo, lungo il corso finale del Medoacus Maior, sorsero villaggi di notevole importanza, la maggior parte degli studiosi ritiene che gli Spartani siano entrati nel territorio patavino per le foci del Maior, dopo essere approdati nel lido di Malamocco e presume che i villaggi in questione debbano ricercarsi nelle aree basse di Sambruson, Lugo e Lova (dove un ramo dell’antico Brenta sfociava in laguna) e in quelle più alte di Campagna Lupia.

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