Cultura e Spettacolo

Ca’ Rezzonico da mercoledì riapre al pubblico

Da mercoledì riapre al pubblico Ca’ Rezzonico, Museo del Settecento veneziano. Brugnaro: “Grazie a tutte le imprese che sostengono Venezia”

Riaprirà al pubblico mercoledì 28 giugno Ca’ Rezzonico, il museo del Settecento veneziano, dopo i lavori di restauro e adeguamento funzionale. I lavoro sono stati finanziati dal Comune di Venezia, dalla Fondazione MUVE e da Coop Italia.

La presentazione dell’intervento si è svolta questa mattina alla presenza del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro e della presidente della Fondazione Muve Maria Cristina Gribaudi. Presenti inoltre il responsabile della sede museale Alberto Craievich, del presidente Ancc-Coop, Marco Pedroni e del vicepresidente vicario di Coop Alleanza 3.0 Andrea Volta.

I lavori eseguiti a Ca’ Rezzonico

I lavori hanno interessato soprattutto il pianterreno, biglietteria, book shop, bar, guardaroba. Dopo l’acqua granda del 2019 queste aree avevano bisogno di un completo ripensamento. Con l’occasione sono stati rivisti gli impianti, soprattutto quelli di illuminotecnica. Una particolare attenzione quindi al risparmio energetico e la sostituzione delle luci alogene con quelle a led.

Si è puntato anche a mantenere l’originalità del palazzo, con interventi ‘discreti’ rispetto al contesto. Il restauro del Museo ha consentito anche alcune modifiche degli allestimenti proponendo al pubblico opere prima conservate nei depositi o frutto di lasciti testamentari.

L’opinione di Gribaudi

Maria Cristina Gribaudi, presidente della Fondazione Muve: “Un intervento di restauro molto rapido, grazie all’importante donazione di 450mila euro da parte di Coop e di tutte le cooperative di consumatori, erogata attraverso il sistema dell’Art Bonus. Inoltre, fondamentale è stato il supporto dell’Amministrazione comunale che ha sostenuto il progetto e messo a disposizione del personale”.

La presidente Gribaudi ha evidenziato l’approccio di Museo internazionale che ha guidato l’intervento di restauro. Dall’imbarcadero di Ca’ Rezzonico chiunque ha la possibilità di avere a disposizione il giardino attrezzato con giostre a tema per i bambini, lo Spazio ‘700 con giochi inclusivi e accessibili a tutti, il nuovo bar con affaccio sul Canal Grande. “Uno spazio da vivere per tutte le persone, realizzato da personale interno alla Fondazione Muve, attraverso cui restituire a cittadini e famiglie il sogno del Settecento veneziano”.

La storia del museo e i futuri interventi

Il Museo di Ca’ Rezzonico aprì per la prima volta al pubblico nel 1936. Il Comune di Venezia, dopo una lunga trattativa, riesce ad acquisirlo dai precedenti proprietari che ne avevano fatto la loro dimora.

Alberto Craievich, responsabile della sede museale: “Lo comprarono per salvarlo da altre destinazioni che ne avrebbero alterato l’impianto urbanistico, conservando il suo splendore e rendendolo accessibile a tutti. Per le sue caratteristiche era perfetto per ospitare il Museo del ‘700 veneziano, di gran moda in quegli anni per ricordare il tempo felice, quello che tutti sognavano. Nell’era delle macchine la si vagheggiava come una mitica età dell’oro irrimediabilmente distrutta dalla Rivoluzione francese. Uno spazio emozionale in cui si vedono degli straordinari capolavori immersi nella ricostruzione d’ambiente del ‘700 veneziano”.

Il passaggio successivo riguarderà il restauro del soffitto del salone da ballo e le facciate laterali. Un intervento complesso ed ambizioso, del costo di circa due milioni di euro stanziati dal Comune. Il tutto durerà ben più di un anno, ma darà la possibilità al pubblico e agli studiosi di ammirare gli affreschi dai ponteggi.

L’opinione del sindaco

Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia: “La manutenzione di Venezia ha bisogno di tante risorse. Devo dire che in questi anni sono stati molti i mecenati che hanno avuto a cuore le sorti della città, offrendo contributi per tutelarla e restaurare il patrimonio artistico che la contraddistingue. E’ un piacere vedere che ci sono imprese private – a cui va il nostro ringraziamento – che continuano a testimoniare un impegno per le future generazioni e spero ce ne siano molte altre che vedano le ricadute sociali positive di questi interventi”.

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