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Acqua alta a 111 cm: la città non si ferma e neanche i “No Mose”

Non c'è tregua per Venezia anche stamane l'acqua ha lambito Piazza San Marco salendo a 111 centimetri. Nell'isola però è scattata la corsa al modulo per ottenere risarcimenti e ripartire.

Nuovo picco di marea stamane alle 9.45 a Venezia. Il livello, secondo quanto riferito dal Centro maree del Comune, ha raggiunto i 111 centimetri in centro storico e i 113 in mare. A Chioggia, una delle isole più flagellate dal fenomeno, l’acqua è salita sino a 113 centimetri.

Acqua alta

Non è finita per Venezia insomma. Stamane si è svegliata stremata. E’ alle prese con una guerra di nervi con i venti di bora e scirocco. Tredici giorni di tensione per chi vive al pianterreno o ci lavora. Non sono tanto le cinque acque alte eccezionali in due settimane ad aver stressato, quanto la paura che l’acqua tornasse a salire repentinamente a dispetto delle previsioni in mezz’ora e sopra i 170. Come è accaduto martedì.

I danni e i rimborsi

I danni sono stati registrati quella notte e purtroppo sono bastati e avanzati. Nel frattempo però il fine settimana non ha dato tregua. Domenica l’acqua è salita a 130. Gli uffici delle associazioni di categoria sono al lavoro per capire come compilare i moduli. Giovedì verrà pubblicato in gazzetta ufficiale il bando per ottenere i rimborsi. 5mila euro per i privati e 20mila per le aziende, con procedura veloce e semplificata. Nell’arco di 30 giorni Venezia trasferirà al Governo il totale. Risarcimento per i danni dell’acqua alta: come richiederli

Il Mose

C’è comunque la voglia di rimboccarsi le mani anche sul fronte della protesta contro il Mose. La pioggia scrosciante di ieri non ha blocca il comitato “no mose”. 500 persone si sono ritrovate in campo Santo Stefano per dire no contro l’opera costata finora 5 miliardi di lire e mai partita.

L’ex sindaco Massimo Cacciari, che ha sempre osteggiato il Mose, ha cambiato idea e ha dichiarato in questi giorni: “Ormai l’opera è realizzata. Almeno fatela partire.”

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