Stanno Facendo un 48

Sport e Coronavirus: gli effetti su adolescenti e disabili

Davide Giorgi: la chiusura forzata del nostro centro riabilitativo ha aggravato le condizioni delle persone con disabilità.

Nella sesta puntata di “Stanno facendo un 48”, programma condotto da Patrizio Baroni, abbiamo discusso di sport insieme a Elisa Scaggiante, presidentessa di New Gym Dance ASD di Mogliano, Davide Giorgi Presidente Polisportiva Terraglio e Fisiosport Terraglio, e Andrea Bedin, presidente di Venice Canoe e Dragon Boat. I ragazzi adolescenti hanno bisogno di una valvola di sfogo e i disabili di continuare  la loro attività riabilitative.

Serve un benessere anche psicofisico

“Per quanto riguarda le allieve di danza è stato molto pesante. Ci son state mamme soprattutto di adolescenti che mi hanno chiesto se potevano fare delle lezioni singole o private perché alcune di loro non avevano più la loro valvola di sfogo per tirare fuori e proprie emozioni.

Nel nostro caso erano abituate a farlo ballando. Inizialmente non si sapeva come comportarsi e abbiamo cercato di far qualche lezione all’aperto”, spiega Elisa Scaggiante.

Sport, il covid ha aggravato le presone con disabilità

Nel primo lockdown il mondo delle piscine e della riabilitazione per le persone con disabilità era stato completamente chiuso. Nella fase successiva, quando è stato riaperto, ci si è accorti del danno fisico che si è causato alle persone con disabilità.

Queste non fanno attività motoria o riabilitativa per un discorso di salute ma  per mantenere quella parte che hanno recuperato che risulta vitale per la propria autonomia. Nella ripresa abbiamo avuto persone che si erano aggravate nelle proprie patologie.

Abbiamo continuato, fortunatamente, nella chiusura successiva a seguire queste persone che hanno disabilità. C’è un mondo che pensa alle attività motorie solo educatamente all’attività sportiva, ma le attività rivolte alle persone con patologie le attività motorie sono fondamentali per la cura e la prevenzione. Fermarle significa avere un implicazione sociale e sanitaria che ci vorranno anni per recuperare .

Questa cosa non è stata presa in considerazione in maniera seria da chi ha programmato le chiusure. Il fatto che ci imbarazza è il fatto che queste aperture siano parziali. Il mondo della disabilità in questo periodo fortunatamente ha continuato a lavorare, perché se ci avessero nuovamente fermato avrebbero causato un danno ulteriormente maggiore.

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