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Venezia e la sua Laguna. La scuola di Burano e il premio Burano

A Venezia, la galleria Bevilacqua La Masa celebra il movimento della scuola di Burano e il successivo premio Burano. La mostra è ad ingresso libero ed è aperta fino al 30 aprile, vediamo alcuni momenti dell'inaugurazione

Una mostra per celebrare il movimento della “Scuola di Burano” che nel 1910-12 si formò spontaneamente per merito dei pittori Moggioli, Gino Rossi, Scopinich e Semeghini sul modello di quello bretone di Pont-Aven. Da domani, 18 marzo, fino al 30 aprile, negli spazi della galleria di P.za San Marco sarà possibile visitare gratuitamente la mostra “Venezia e la sua Laguna.  La scuola di Burano e il premio Burano”, un’antologia delle opere d’arte vincitrici delle quattro annate storiche del Premio Burano (1946-56) contestualizzate all’interno di un panorama più ampio della pittura di paesaggio lagunare dei maestri fondatori della celeberrima e omonima Scuola.

Venezia e la sua Laguna. La scuola di Burano

Nelle sale della galleria di Piazza San Marco si alternano circa settanta opere, provenienti, oltre che dalla Fondazione Musei Civici, da numerose collezioni private. In mostra anche qualche novità legata al vedutismo proto-novecentesco dei primi biennalisti, da Pieretto Bianco a Ferruccio Scattola, da Pietro Fragiacomo ai pittori triestini oltre che opere di Gennaro Favai che a Parigi visse a contatto di Monet e Mondrian e quadri di Rodolfo Paoletti e Bepi Longo.

La prima mostra

Una prima mostra dedicata a queste opere venne inaugurata nel 2015 nel Museo del Merletto di Burano e durò fino al 2018. “Questa nuova e più ampia esposizione – è stato rimarcato – vuole sottolineare come e quanto ci sia bisogno di una stabile valorizzazione museale delle opere d’arte della Scuola di Burano e di quelle più significative del suo Premio. Così facendo ci auguriamo possa nascere in futuro l’edizione di un Premio Burano a livello internazionale”.

Il commento di Ermelinda Damiano

Un auspicio espresso anche dalla presidente Damiano che ha parlato di “Una mostra che valorizza un patrimonio inestimabile artistico e culturale di Venezia e dell’Isola di Burano, che con la sua luce, i suoi colori, la sua magia è stata fonte di grande ispirazione per i pittori che hanno gravitato intorno alla Scuola di Burano e in particolare all’omonimo premio. L’isola di Burano non parla solo di storia ma di grande arte: la pittura, la musica di Baldassare Galuppi e il merletto, di cui in questa esposizione troviamo qualche esemplare e di cui sosteniamo la candidatura a patrimonio Unesco”.

La mostra – è stato sottolineato – si inserisce nell’ambito delle proficue collaborazioni tra la Fondazione Bevilacqua La Masa e la Fondazione Musei Civici di Venezia, tese a valorizzare dal punto di vista storico-artistico la pittura di area veneziana del Novecento, opere e autori le cui narrazioni si intersecano con la storia dell’Istituzione stessa.

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