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Davide Pusiol e l’arte della liuteria: il nuovo laboratorio a Venezia

L'ospite di oggi è un liutaio Davide Pusiol che ha deciso di coronare il suo sogno aprendo un laboratorio a Venezia, decisamente in controtendenza in una città dove gli artigiani chiudono le serrande.

Siamo qui oggi con un nuovo protagonista della nostra città, Davide Pusiol, liutaio originario di Portogruaro che da una settimana ha aperto qui la sua bottega. Potremmo quasi leggere in Davide un simbolo della Venezia che riparte, dopo essersi scoperta così fragile e dipendente dal turismo in epoca di covid.

Davide, come è nata la sua avventura a Venezia?

“È nata perché produco chitarre da oltre 20 anni, ma prima d’ora sembrava impensabile riuscire ad affittare un qualunque spazio in lagune per allestire la mia bottega. Per quanto il covid sia stato un evento drammatico e abbia messo in ginocchio moltissime attività, confesso che nel mio caso ha avuto risvolti positivi. Gli affitti infatti si sono abbassati, e ho deciso di investire in una nuova attività in laguna” ha detto Davide Pusiol.

Quando è nata la sua passione per questa splendida arte?

“Fin da bambino ho sempre voluto suonare la chitarra. Poi più gli anni passavano più mi accorgevo che la mia vera passione era poterle modificare in tutti i modi possibili. Lì ho capito che forse sarebbe stato più opportuno imparare a costruirle piuttosto che a suonarle.”

Ha dei segreti da artista che custodisce con gelosia?

“Ci sono alcuni nel mio ambiente che preferiscono non divulgare particolarità proprie del mestiere. Io non sono uno di quelli. Penso che sia giusto diffondere a più persone possibile i rudimenti di un’arte come questa.”

E ha trovato qualche altro appassionato a cui trasmetterla?

“Sì, al momento ho 4 allievi che frequentano la mia bottega e che cerco di formare. Penso sia uno dei lati più belli del mio mestiere. Tanto che uno dei miei sogni più grandi sarebbe di aprire, insieme a questa bottega, anche una piccola scuola di liuteria qui in laguna” ha detto Davide Pusiol.

Qual è la difficoltà principale nel processo di costruzione di una chitarra?

“Cominciare a farlo. Cominciare a costruire, o anche solo a concepire una chitarra da un unico pezzo di legno, e riuscire poi a farlo suonare, è la sfida più grande per noi liutai. Un po’ come per Geppetto poter dare vita a Pinocchio partendo da un semplice burattino.”

Quando le costruisce segue le linee guida di chi gliele commissiona o preferisce andare a fantasia?

“In questo caso c’è un equilibrio 50/50 di fiducia reciproca tra committente e costruttore. Chi me lo commissiona dice cosa desidera, ma si fida delle mie mani e della mia esperienza.”

C’è qualcuno di importante o particolarmente noto nella lista dei suoi clienti?

“Sicuramente qualche cliente di grande talento. Che sia importante o meno lo dirà la storia più avanti. Uno di loro è ad esempio Enrico Maria Milanesi, un chitarrista straordinario originario di Pordenone e che milita in una band di nome 40 Fingers. Suonano in tutto il mondo e hanno milioni di visualizzazioni e clic sui social. Un altro è il chitarrista statunitense David Crosby, che ha suonato tra le varie in un gruppo storico di folk e country, i Crosby, Stills, Nash & Young. Con lui anche  Maurizio Tiozzo e diversi altri nomi di spessore. Non posso certo lamentarmi” ha detto Davide Pusiol.

Come ha fatto a farsi conoscere da personaggi così di spicco?

“Nel nostro ambiente risulta ancora molto efficace il passaparola. Quando un musicista sa che fai un certo tipo di chitarra e la fai bene, prima o poi arriva da te. Io non mi ritengo assolutamente portato per la pubblicità, per cui nel nostro caso il primo biglietto da visita è la qualità dei prodotti. Un altro aspetto importante nel nostro settore è poi quello della condivisione tra pari.

Qui alle mie spalle, ad esempio, si possono notare alcuni esempi di chitarre classiche, che però io non produco. Sono esemplari costruiti da colleghi, che in alcuni casi ospito nella bottega per aiutarli nella realizzazione. Penso che anche questo sia un valore importante nella nostra etica lavorativa” ha detto Davide Pusiol.

Poco fa ha detto che non produce chitarre classiche. Che cosa vogliono solitamente da lei i clienti?

“Di solito chitarre acustiche, cioè modelli simili alle classiche ma con corde in metallo. Oppure in alternativa la mia tipologia di chitarra preferita: le cosiddette “archtop”, modelli in legno di noce con una struttura tipicamente bombata simile a quella dei violini o dei violoncelli. Questa su cui sto lavorando è ricavata da un pezzo di abete di Val di Fiemme, con una serie di intarsi molto elaborati. E la bombatura ovviamente modifica il suono che ne esce, rendendolo più intenso.”

C’è una chitarra che sogna di costruire ma non è ancora riuscito a fare?

“La prossima [ride, ndr].”

So che al momento divide il lavoro ancora tra laguna e terraferma. Che differenza c’è tra l’una e l’altra? Che spazi richiede il suo lavoro?

“In terraferma ho un laboratorio che contiene le tre macchine che mi possono aiutare nel processo di costruzione: levigatrice, troncatrice e sega a nastro. Richiedono chiaramente uno spazio maggiore rispetto a quello che sono riuscito a trovare qui a Venezia.

Per questo continuo a recarmi abbastanza spesso in terraferma per le lavorazioni più complesse. In laguna eseguo invece lavori più contenuti come correzioni e intarsi. Spesso anche nel caso di rifiniture o collaborazioni con altri professionisti del settore. Collaborare in particolare è una delle cose che amo di più” ha detto Davide Pusiol.

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