Venivano assunti per vendere pacchetti vacanze porta a porta. In realtà veniva fatto firmare loro un contratto che li obbligava, in modo non trasparente, ad acquistare loro per primi il pacchetto per un valore di 2000 euro.

Gli indagati

La truffa che aveva per vittime giovani alla prima occupazione è stata scoperta dalla guardia di finanza di Gorizia. Ma gli indagati si muovevano tra il Friuli e il Veneto. Si tratta di una donna di 39 di Cormons, di una coppia di coniugi di 52 e 47 anni di Marcon e di un quarto uomo di 49 di Mestre.

Le vittime

Ad essere raggirati sono stati decine di giovani in tutta Italia. In particolare nelle province di Gorizia, Udine, Treviso, Venezia, Padova, Varese, Taranto, Ragusa e Foggia. I giovani, in cerca di lavoro, venivano agganciati con offerte di lavoro su Internet. In sede di colloquio, ai candidati veniva proposto di vendere i pacchetti i denominati “Discovery Fly” (al costo di 2.200 euro), con la promessa di ricevere una provvigione di 300 euro per ogni pacchetto venduto.

Pacchetti vacanze

Dalle indagini è emerso che ai giovani neo-procacciatori non veniva comunicato o veniva accennato in modo non trasparente, che si assumevano l’obbligo con un contratto di acquistare loro stessi il pacchetto ad un prezzo “scontato” (compreso tra 800 e 1.800 euro), da corrispondere previa stipula di un contratto di finanziamento. Dalle indagini è emerso che i contratti riportavano firme apocrife e dati non veritieri. Pertanto, mentre le somme erogate dalle finanziarie confluivano nel conto corrente dei truffatori, sui giovani neo-procacciatori ricadeva l’onere di pagare le rate del prestito stipulato a loro nome ed a loro completa insaputa

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